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Gli Usa in pressing

del 06/09/2011
di: Pagina a cura di Gabriele Frontoni
Gli Usa in pressing
Countdown fiscale all'ombra delle Alpi. Tra poche ore scadrà l'ultimatum (fissato a martedì 6 settembre) lanciato dagli Stati Uniti alla Svizzera per fornire i dati dettagliati sui conti bancari di cittadini americani sospettati di utilizzare banche elvetiche per evadere le tasse. Il 31 agosto scorso, una lettera di 3 pagine firmata dal viceministro della giustizia Usa, James Cole, ha avvertito il governo di Berna della data ultima indicata da Washington per chiudere la partita fiscale con la Svizzera. Per fare questo, le banche elvetiche dovranno comunicare alle autorità a stelle e strisce quanti e quali clienti americani hanno depositato in Svizzera tra il 2002 e il 2010 fondi superiori a 50 mila dollari. La richiesta riguarda in particolare il Credit Suisse, oltre a nove istituti minori, tra cui Julius Baer, Wegelin e le banche cantonali di Zurigo e Basilea. Il cui rifiuto a collaborare potrebbe costare loro una pesante ammenda (2 miliardi di franchi secondo i ben informati), oltre a vedersi sottratta la licenza bancaria negli Stati Uniti. Scenario, questo, che ricorda da vicino quello che si è concluso nel 2009 quando il governo di Berna ha fornito agli Usa i dossier di 4.450 clienti della banca Ubs sospettati di aver evaso il fisco Oltreoceano. «Il contenzioso sui patrimoni sottratti nel passato al fisco mette in causa la certezza del diritto», ha affermato Patrick Odier, presidente dell'Associazione svizzera dei banchieri che crede in una soluzione negoziale nel nuovo capitolo dell'aspro conflitto fiscale con gli Stati Uniti. «Tra Paesi amici i problemi possono essere risolti», ha aggiunto Odier definendo «inusuale» l'ultimatum lanciato dagli Usa. «La soluzione non può arrivare però dalle sole banche», ha proseguito, aggiungendo di sperare che gli istituti non abbiano bisogno dell'aiuto della politica come è capitato due anni fa nel caso dell'Ubs. «Occorre impedire un nuovo accordo statale come quello raggiunto nella vicenda Ubs», ha concluso Odier. «Gli Stati Uniti dovrebbero invece prendere come esempio le intese siglate di recente con la Germania e la Gran Bretagna sull'imposta liberatoria, che provvede a un prelievo fiscale pur rispettando l'anonimato dei clienti».

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