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Multa a perdere

del 03/09/2011
di: di Debora Alberici
Multa a perdere
Nulla la notifica della multa effettuata presso l'indirizzo dell'automobilista, indicato nel Pra (Pubblico registro automobilistico), se il trasgressore si è trasferito in una nuova abitazione. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 18049 del 2 settembre 2011, ha accolto il ricorso di un'automobilista che si era vista notificare sette verbali nel vecchio indirizzo, ancora indicato nella carta di circolazione.

Il caso a Napoli. Una signora aveva ricevuto una serie di cartelle esattoriali per violazioni del codice della strada. In particolare sette di queste erano state notificate presso un indirizzo che risultava al Pra e sulla carta di circolazione: il portiere le aveva trattenute. Contro questi atti la donna ha presentato ricorso al Tribunale del capoluogo campano. I giudici di merito hanno respinto l'opposizione perché, hanno motivato, «la legge ammette la notifica all'indirizzo ufficiale risultante al Pra, sicché l'articolo 201 del codice della strada non fa che operare una finzione giuridica diretta a rendere valida una notifica avvenuta nel luogo risultante dai registri del Pra anche se il destinatario risulta sloggiato».

Contro questa decisione la donna ha presentato ricorso alla Suprema corte. Con il primo motivo di gravame ha lamentato una falsa applicazione dell'articolo 201 del codice della strada che, secondo la difesa, non legittima una notifica virtuale ma reale. I giudici hanno accolto questa tesi precisando in sentenza che «la disposizione contenuta nel terzo comma dell'art. 201 del Codice della Strada – a norma del quale «comunque, le notificazioni si intendono validamente eseguite quando siano fatte alla residenza, domicilio o sede del soggetto, risultante dalla carta di circolazione» – non è innovativa rispetto alla disposizione dell'art. 141 dell'abrogato codice della strada, dovendosi anch'essa interpretare nel senso che la validità della notificazione non è fondata sul semplice tentativo della stessa presso uno dei luoghi risultanti dai documenti ivi menzionati, bensì sul necessario espletamento delle formalità previste per l'ipotesi d'irreperibilità del destinatario, sia per quanto riguarda la notificazione ordinaria, sia per quella postale». Da ciò deriva, ha aggiunto il Collegio di legittimità, che nell'ipotesi di trasferimento del trasgressore «in un luogo non annotato sulla carta di circolazione, la notificazione (sia ordinaria che postale), per essere valida, richiede necessariamente l'espletamento delle formalità previste dall'art. 140 cod. proc. civ. per il caso d'irreperibilità del destinatario».

In poche parole non è sufficiente lasciare il verbale al portiere ma vanno espletate tutte le formalità previste dal codice civile fra cui in ultima analisi l'affissione del verbale nella casa comunale. La Suprema corte ha deciso la causa nel merito e, non essendo sufficienti altri accertamenti di fatto, ha annullato la notifica.

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