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Ingegneri senza crisi

del 03/09/2011
di: Pagina a cura di Gabriele Ventura
Ingegneri senza crisi
Per gli ingegneri lo sviluppo dell'energia pulita determinerà una crescita occupazionale anche di 40 mila unità entro i prossimi dieci anni. È quanto emerge da una stima realizzata dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri, con il supporto della società di ricerche Ares 2.0, sulle possibili ricadute occupazionali sul sistema professionale degli ingegneri da qui al 2020, che derivano dagli interventi relativi alle fonti energetiche rinnovabili, all'efficienza energetica e alla mobilità sostenibile. Secondo l'indagine, infatti, nello scenario più favorevole, nel caso di posizionamento dell'industria italiana lungo tutta la filiera produttiva a partire dalla ricerca e progettazione, le stime indicano un potenziale di occupazione totale di circa 250 mila unità lavorative nel 2020 nelle energie rinnovabili a cui si aggiungeranno altri 800 mila occupati nei due comparti dell'efficienza energetica (600 mila occupati) e della mobilità sostenibile (200 mila). Rispetto a questo scenario occupazionale, la domanda di nuovi ingegneri, afferma il Centro studi, potrebbe oscillare da un minimo di circa 20 mila unità al 2020 (ipotesi conservativa, rispetto alla quale non si modificano cioè i modelli di produzione e non si intensifica l'apporto di capitale umano qualificato nelle diverse industrie interessate rispetto ai livelli attuali), a un massimo di circa 40 mila unità di nuovi assunti, derivante, in questo caso, da una trasformazione di parte della attuale domanda di tecnici diplomati, in domanda a più elevata specializzazione e quindi di ingegneri, per effetto di un salto tecnologico intrapreso dal sistema produttivo nazionale. L'indagine parte infatti dal fatto che l'Italia, sulla base di precise direttive europee, stia ridefinendo i propri indirizzi energetici mirando a ridurre i consumi energetici e la dipendenza dai combustibili fossili, e a promuovere filiere tecnologiche innovative anche al fine di tutelare l'ambiente. Tali obiettivi, secondo il Centro studi, dovranno necessariamente declinarsi nei prossimi anni all'interno delle due uniche opzioni possibili rimaste nell'ambito del nuovo mix energetico sostenibile: sviluppo delle fonti rinnovabili ed efficienza energetica. Nel percorso verso un sistema energetico più sostenibile l'Italia dovrà infatti rispettare prima di tutto la strategia concordata a livello europeo: il cosiddetto «Pacchetto europeo 20-20-20», nell'ambito del piano «Europa 2020» contenuto nella direttiva 2009/28/Ce per la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e per l'abbattimento delle emissioni di CO2. Anche i nuovi indirizzi europei sulla mobilità sostenibile, secondo il documento, produrranno effetti tangibili. Quindi, secondo il Centro studi del Cni, per gli ingegneri Italiani i profondi processi di cambiamento in atto, in direzione di una economia e di un assetto energetico più sostenibile, sono senza dubbio destinati a produrre un forte impatto occupazionale anche in termini di riaggiornamento delle competenze.

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