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Accertamenti fiscali sine die

del 03/09/2011
di: di Stefano Loconte
Accertamenti fiscali sine die
Il raddoppio dei termini per l'accertamento allarga il campo.

Il legislatore interviene in maniera rilevante sulla struttura del decreto legislativo n. 74 del 10 marzo 2000 al fine di incrementare l'efficacia dissuasiva di comportamenti evasivi da parte dei contribuenti.

In particolare, il nuovo provvedimento legislativo provvede ad abbassare, talvolta in maniera drastica, tutte le soglie finanziarie al cui superamento è agganciato il realizzarsi della fattispecie penale con il conseguente effetto di far aumentare in maniera esponenziale la platea dei contribuenti nei cui confronti l'Amministrazione finanziaria potrà dotarsi dei termini raddoppiati per la notifica degli accertamenti, ai sensi della norma di cui al dl 223/2006, come recentemente interpretata dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 247 del 25 luglio 2011.

In sostanza, quindi, un modo indiretto per consentire l'allungamento dei tempi a disposizione dell'Amministrazione per l'effettuazione degli accertamenti ai fini delle imposte dirette e dell'Iva.

Accanto a tale inasprimento, il legislatore accompagna l'introduzione di un miglioramento della misura premiale andando a modificare la previsione di cui all'art. 13 del citato decreto legislativo 74.

Il primo comma di tale norma, infatti, prevede che le pene previste per i delitti di cui al medesimo provvedimento legislativo siano diminuite fino alla metà e che non si applichino pene accessorie nel caso il contribuente provveda ad estinguere mediante pagamento, anche a seguito delle speciali procedure conciliative o di adesione all'accertamento, il debito tributario relativo al fatto costitutivo del delitto medesimo ed a condizione che il tutto si perfezioni prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado.

Il legislatore, interviene aumentando la misura premiale e diminuendo le pene fino alla misura di un terzo con l'evidente scopo di incentivare il contribuente a cercare di definire bonariamente la posizione nei confronti dell'Amministrazione finanziaria al fine di godere del più agevole trattamento penale.

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