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Debito, serve dimostrarlo

del 02/09/2011
di: di Debora Alberici
Debito, serve dimostrarlo
La copia del bilancio o la semplice nota integrativa, contenente la voce «mutuo» fra i debiti, è una prova sufficiente alla finanziaria per essere ammessa al passivo del fallito. È quanto stabilito dalla Suprema corte di cassazione che, con la sentenza numero 17994 depositata dalla prima sezione civile il 1° settembre 2011, ha accolto l'ultimo motivo di ricorso depositato da una finanziaria che si era vista respingere l'istanza di ammissione al passivo del fallimento di una società cliente. In particolare secondo il tribunale di Ferrara non era stata raggiunta la prova che l'azienda sottoposta alla procedura fallimentare avesse preso un prestito dalla finanziaria (di circa 216 mila euro). Questa, dal canto suo, si era sempre difesa sostenendo di aver prodotto una copia del bilancio della fallita o meglio della nota integrativa nella quale il debito era stato regolarmente iscritto. Contro la decisione la società ha presentato ricorso in Cassazione allegando ancora una volta i documenti (nota integrativa inclusa) di cui disponeva. Fra questi non c'era il contratto con il quale la cliente si era impegnata alla restituzione del prestito. Un elemento irrilevante secondo il Collegio di legittimità che ha dato nelle motivazioni maggior valore ai documenti correlati al bilancio.

Sul punto in sentenza si legge che «nella nota integrativa, che come è noto costituisce parte integrante del bilancio, risulta, alla voce debiti, l'annotazione di un debito della società nei confronti della ricorrente srl di 466.000,00». Dunque, in ordine all'efficacia probatoria delle risultanze delle scritture contabili della società fallita nella procedura di verifica dei crediti e nel conseguente giudizio di opposizione allo stato passivo, «se da un lato la posizione di terzo rivestita dal curatore in tali giudizi non consente che sia applicabile nei suoi confronti l'art. 2709 (al pari del 2710) cod. civ. con la conseguenza che tali risultanze in sé considerate non vincolano il giudice, d'altro lato ciò non implica la totale irrilevanza delle stesse, che ben possono e devono essere oggetto di esame quali elementi indiziari in ordine all'esistenza del credito, unitamente ad altri eventuali elementi di giudizio desumibili dalle risultanze processuali già emerse ovvero eventualmente acquisibili sulla base delle richieste istruttorie che siano tempestivamente formulate e rilevanti ai fini della decisione».

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