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Robin Tax per chi produce energie rinnovabili. Con addizionale Ires al 10,5%

del 02/09/2011
di: Alessandro Felicioni
Robin Tax per chi produce energie rinnovabili. Con addizionale Ires al 10,5%
Resta la Robin tax sulle rinnovabili; tra gli emendamenti presentati dal governo alla manovra di Ferragosto non vi è traccia di alcun passo indietro sull'estensione (peraltro con aliquota maggiorata) dell'addizionale Ires ai soggetti impegnati nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. È questa la constatazione della quale, con rammarico e sconcerto, hanno dovuto prendere atto tutti gli operatori del settore, nonostante l'alzata di scudi dei principali enti e operatori interessati impegnati fino all'ultimo a far cambiare idea al governo.

La Robin tax, inizialmente introdotta dall'articolo 81 del dl n. 112 del 2008, era originariamente destinata alle imprese del settore petrolifero e del gas con volumi di affari superiori ai 25 milioni annui ed era congeniata come una sorta di addizionale all'Ires il cui gettito avrebbe dovuto essere destinato al finanziamento della spesa sociale per i contribuenti meno abbienti. L'addizionale Ires si applica alle società che si dedicano prevalentemente ad attività legate alla ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, alla raffinazione del petrolio e alla produzione o commercializzazione dei derivati del petrolio o gas naturali, così come alla produzione o commercializzazione di energia elettrica. Inoltre rientrano tra i destinatari anche coloro che operano nel commercio all'ingrosso o al dettaglio di prodotti petroliferi e che producono o commercializzano gli oli rigenerati. È invece escluso chi svolge soltanto attività ausiliarie alla raffinazione del petrolio e alla produzione e commercializzazione dei suoi derivati, come per esempio lo stoccaggio, il trasporto o la rigassificazione del gas naturale.

La natura redistributiva (da cui il nome) è stata via via stravolta fino a includere tra i soggetti destinatari dell'aggravo fiscale anche i produttori di energia pulita ossia derivante da fonti rinnovabili. Così la volontà di rastrellare ancor più da tale misura ha portato all'articolo 7 della manovra dove, oltre ad allargare l'ambito applicativo della norma riducendo il volume di affari minimo da 25 a 10 milioni e a inasprire il prelievo addizionale innalzandolo per gli anni dal 2011 al 2013 al 10,5% in luogo dell'originario 6,5% si elimina l'originaria deroga espressamente prevista per i soggetti «che producono energia elettrica mediante l'impiego prevalente di biomasse e di fonte solare-fotovoltaica o eolica». Da un punto di vista del gettito dall'addizionale Ires al 10,5% sono previsti introiti per 3,6 miliardi tra il 2012 e il 2014. Nella versione originaria del dl i primi 1,8 miliardi di gettito, di competenza del 2012, saranno destinati a ridurre i tagli ai ministeri e agli enti locali mentre gli introiti delle due annualità seguenti (900 milioni all'anno in virtù dell'effetto saldi/acconti) saranno invece destinati al miglioramento dei saldi di finanza pubblica. Ora viene invece previsto che tutte le risorse derivanti dalla robin tax vadano a ridurre i tagli previsti per gli enti locali.

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