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Dichiarazione dei redditi online

del 02/09/2011
di: di Andrea Bongi
Dichiarazione dei redditi online
Super ricompensa ai sindaci-sceriffo che smaschereranno gli evasori fiscali. Ai comuni che parteciperanno nella lotta all'evasione dei tributi statali andrà infatti il cento per cento delle somme riscosse ancorché a titolo non definitivo. Il super incentivo per la partecipazione dei comuni nell'attività di accertamento tributario varrà per il triennio 2012-2014, decorso il quale si tornerà alla quota ordinaria del cinquanta per cento fissata dal decreto legislativo 14 marzo 2011 n.23. Il maxi incentivo verrà concesso però solamente a condizione che i comuni italiani adottino, entro il prossimo 31 dicembre 2011 il consiglio tributario, ovvero l'organo interno al comune stesso deputato alle attività di accertamento.

Passaggio di consegne dallo Stato ai comuni anche della possibilità di rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti. Toccherà dunque ai sindaci italiani decidere se mettere o meno in mostra i redditi dichiarati dai loro concittadini.

Sono queste, in estrema sintesi, le modifiche introdotte dal maxi emendamento di fonte governativa alla manovra bis, alla partecipazione dei comuni italiani alle attività di accertamento tributario.

Per quanto attiene al maxi incentivo la scelta dell'esecutivo è quella di attribuire totalmente all'ente locale che ha consentito di incamerare maggiori somme relative a tributi statali l'intero importo delle stesse. Per gli anni 2012, 2013 e 2014 i maggiori incassi erariali conseguenti a segnalazioni qualificate inviate dai comuni tramite l'apposita partizione dell'anagrafe tributaria denominata Siatel, affluiranno direttamente nelle casse degli enti locali. Le somme verranno percepite dai comuni anche nell'ipotesi in cui la riscossione sia effettuata a titolo non definitivo (ad esempio in pendenza di ricorso del contribuente contro l'avviso di accertamento). Sarà poi un apposito decreto del ministro dell'economia, emanato di concerto con la conferenza Stato-città ed autonomie locali a disciplinare, ai sensi dell'articolo 2, comma 10, lettera b) del D.Lgs. n.23/2011 le modalità di recupero delle somme attribuite ai comuni in via non definitiva e rimborsate ai contribuenti a qualsiasi titolo.

L'esecutivo prova dunque a stimolare in ogni modo la partecipazione dei comuni italiani alle attività di accertamento dei principali tributi statali fra i quali, in primis, l'imposta sul reddito delle persone fisiche. Negli ultimi anni infatti la quota di incentivo destinata ad affluire nelle casse dei comuni italiani è andata via, via aumentato passando, prima dall'originario 30 per cento al 33 per cento, poi al 50 per cento, per passare ora, seppur limitatamente al triennio 2012-2014, all'intero importo riscosso.

Il maxi incentivo verrà riscosso però soltanto dai comuni italiani che alla data del 31 dicembre 2011 avranno istituito con apposito regolamento, il c.d. consiglio tributario così come disposto dal dl 78/2010.

Proprio ai consigli tributari costituiti dagli enti municipali si riferiscono le disposizioni contenute nel maxi emendamento presentato ieri al Senato dall'esecutivo finalizzate a modificare l'articolo 44 del Dpr 600/73. Attraverso una serie di inserimenti al testo della disposizione da ultimo citata vengono infatti attribuite ai consigli tributari tutte le funzioni tipiche che la norma riservava per adesso esclusivamente ai comuni. Grazie a queste modifiche, ad esempio, sarà indirizzata anche al consiglio tributario del comune di domicilio fiscale del contribuente la segnalazione preventiva all'emissione di un accertamento sintetico introdotta dall'ordinamento dal dl 78/2010. Ai consigli tributari dei comuni verranno inoltre messe a disposizione le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti residenti all'interno della circoscrizione comunale stessa sulla base delle disposizioni contenute nell'articolo 44, secondo comma, del Dpr 600/73.

Infine la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti. L'emendamento presentato dall'esecutivo sposta dall'amministrazione centrale a quella municipale l'onere di pubblicizzazione delle liste dei redditi dichiarati dai contribuenti. Il luogo sul quale tali liste dovranno essere rese pubbliche viene individuato nel sito internet del Comune.

Quanto ai criteri ed alle modalità di pubblicazione dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi l'emendamento rinvia ad un successivo provvedimento da adottare di concerto con la conferenza Stato-città. Provvedimento deputato anche ad individuare gli ulteriori dati ed elementi che l'agenzia delle entrate dovrà mettere a disposizione dei comuni italiani per favorire la loro attività di contrasto dell'evasione fiscale.

Quanto alla pubblicazione, si legge sempre nel testo dell'emendamento di ieri, potrà essere effettuata anche con riferimento a determinate categorie di contribuenti ovvero di reddito. Si potrà cioè decidere se rendere pubbliche, ad esempio, le dichiarazioni dei redditi dei liberi professionisti o degli imprenditori, oppure se rendere noti i nominativi di coloro che dichiarano certe fasce di reddito piuttosto che altre.

Difficile comprendere appieno la ratio di questo vero e proprio passaggio di consegne. Per i sindaci italiani la pubblicazione di tali informazioni potrebbe costituire infatti un vero e proprio boomerang come quello che fu scagliato nell'aprile del 2008 dal precedente ministro dell'economia che rese note, per sintesi, le dichiarazioni di tutti i contribuenti italiani tramite il sito internet dell'agenzia delle entrate.

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