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Partecipazioni, plusvalenze light

del 01/09/2011
di: di Fabrizio G. Poggiani
Partecipazioni, plusvalenze light
Con la manovra di Ferragosto, il socio in possesso di partecipazioni «non» qualificate subirà dal prossimo anno una tassazione più elevata al 20% ma, grazie alla possibilità offerta dallo stesso provvedimento, il contribuente stesso potrà esercitare l'opzione assicurando la «virtuale» plusvalenza, presente al 31 dicembre prossimo, alla tassazione più contenuta del 12,5%.

Questo, in estrema sintesi, quanto rilevabile dal comma 29, dell'art. 2, del dl n. 138 dello scorso 13 agosto, in vigore dal medesimo giorno, che ha armonizzato la tassazione delle rendite finanziarie, con un generale accorpamento delle aliquote vigenti (12,5% e 27%) al 20%.

Preliminarmente, è opportuno evidenziare che le disposizioni richiamate impattano con la nuova tassazione a decorrere dal 1° gennaio 2012 e che, di conseguenza, tutto quanto in essere e fino a quella data resta tassato sulla base delle disposizioni attualmente vigenti, con particolare riferimento alle sole partecipazioni «non» qualificate, giacché per le qualificate (tassazione al 49,72%) tutto resta invariato anche a decorrere dal 1° gennaio prossimo.

Di conseguenza, sia che si tratti di dividendi che di plusvalenze o minusvalenze, la manovra interessa solo se riferibili alle partecipazioni «non» qualificate con riferimento alla tassazione prescritta dall'art. 27, dpr n. 600/1973 sui quali si rende attualmente applicabile una ritenuta a titolo d'imposta pari al 12,5%; detta ritenuta si applica sull'intero ammontare del dividendo se l'emittente è un soggetto residente o sull'importo netto dai tributi esteri, se il soggetto non è residente.

Sul punto, il comma 6 e il comma 10, dell'art. 2, dl n. 138/2011 dispongono, rispettivamente, l'innalzamento dell'aliquota dal 12,5% al 20% e che la nuova misura si applica ai dividendi percepiti a decorrere dal prossimo 1° gennaio; di fatto, in presenza di una partecipazione non qualificata, il contribuente verserà all'erario, a fronte di un dividendo pari a 10 mila euro, 2 mila euro in luogo di 1.250 euro.

La modifica riguarda anche la tassazione delle plusvalenze realizzate nella fase di cessione, con problematiche emergenti derivanti dalla corretta interpretazione, del comma 9, dell'art. 2 appena richiamato, giacché la plusvalenza ha effetti pluriennali rispetto all'erogazione del dividendo.

In effetti, il comma 9, che interviene sulla decorrenza delle nuove disposizioni, dispone che la nuova aliquota (20%) si rende applicabile ai «redditi diversi», come le plusvalenze da partecipazioni non qualificate, «…realizzati a decorrere dal 1° gennaio 2012…».

Per quanto concerne la tassazione del reddito di natura diversa è necessario solo ricordare che nel testo unico vige il cosiddetto «principio» di cassa e che ben altro significato ha la parola «realizzo», con la conseguenza che, proprio con riferimento al regime transitorio, un reddito di natura diversa si può ben «realizzare» (effetto traslativo da cessione) entro la fine dell'anno in corso (2011), ancorché il pagamento (incasso del corrispettivo) sia effettuato a decorrere dall'anno successivo (2012); in tal caso la norma, così come scritta, pone numerose perplessità sull'applicazione o meno del vecchio regime impositivo (tassazione al 12,5%), che dovranno essere chiarite anche in via interpretativa, ancorché si ritenga che il regime transitorio si basi sul mantenimento del regime di tassazione vigente fino alla fine dell'anno.

Per quanto concerne le partecipazioni non qualificate, si evidenzia che il regime transitorio è contemplato nei commi da 29 a 34, dell'art. 2, dl n. 138/2011 che confermano l'applicazione delle regole vigenti sino alla fine di quest'anno.

Sul punto, posta l'attesa di un provvedimento ad hoc del ministro dell'economia destinato al determinare le modalità di applicazione della nuova disciplina, si evidenzia quanto disposto dal comma 29, dell'art. 2 della manovra in commento, in tema di assunzione del valore di carico fiscalmente riconosciuto, con la possibilità di neutralizzare la plusvalenza emergente (tassabile dal 2012 al 20%) assumendo come valore fiscale in entrata quello del costo di acquisto o di sottoscrizione (incrementato di versamenti o quant'altro), quello determinato all'1/7/1998, di cui ai commi 6 e seguenti, dell'art. 14, dlgs n. 461/1997 o quello rideterminato per effetto di specifiche disposizioni, non ultima quella prescritta dal dl n. 70/2011.

Di conseguenza, in presenza di un valore più alto rispetto a quello di entrata alla data del 31/12/2011, al fine di contenere (o neutralizzare) la tassazione al 20%, lo stesso comma 29 prevede la possibilità di aggiornare il valore, per tutte le partecipazioni detenute (e non limitatamente ad alcune), esercitando un'apposita opzione in sede dichiarativa (Unico 2012 - periodo d'imposta 2011) e versando un'imposta di natura sostitutiva entro il termine per il versamento delle imposte dovute sulla medesima dichiarazione (redditi 2011).

Infine, sul punto rimane aperta la questione inerente alla presenza contestuale di plusvalenze e di minusvalenze con la possibilità, da non negare ma da confermare in sede interpretativa, di effettuare il versamento dell'imposta sostitutiva sul differenziale (plusvalenza per 200, minusvalenza per 150 = importo su cui applicare l'imposta sostitutiva del 12,5% pari a 106,25 derivante dalla differenza tra 200 e il 62,5% di 150).

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