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Comuni, un pieno di promesse

del 27/08/2011
di: di Francesco Cerisano
Comuni, un pieno di promesse
Dopo le promesse i fatti. In vista della prossima settimana, quando la manovra di Ferragosto entrerà nel vivo con la presentazione degli emendamenti al senato, è questo il sentiment degli enti locali a conclusione di una giornata, come quella di ieri, che li ha visti fare il pieno di assicurazioni sul proprio futuro. Ha cominciato il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta che, incontrando la delegazione dei piccoli comuni guidata da Mauro Guerra dell'Anci e Franca Biglio dell'Anpci, non ha promesso nulla di concreto ma si è speso in una dichiarazione solenne: «siete la forza del nostro paese e io sarò la vostra voce in cdm».

Ha proseguito il ministro dell'interno Roberto Maroni che, incontrando al Viminale i vertici dell'Anci, si è sbilanciato un po' di più, promettendo lo stralcio delle disposizioni sull'accorpamento forzoso dei comuni sotto i 1.000 abitanti in cambio di un'accelerazione dell'iter della Carta delle autonomie (sul cui affossamento, va detto, i comuni non hanno alcuna responsabilità visto che, dopo un'approvazione all'unanimità alla camera, il provvedimento è fermo al senato da più di un anno). E ha concluso il segretario del Pdl, Angelino Alfano, che nel vertice in via dell'Umiltà con i ministri Raffaele Fitto, Renato Brunetta e i rappresentanti degli enti locali del partito, ha lasciato intendere che «non si interverrà in maniera drastica sulle autonomie». Anzi, ha aggiunto, sono in arrivo «correzioni significative» ai tagli. Che potrebbero essere addirittura dimezzati.

Tutto bene? Manco per sogno, perché gli enti locali, scottati da anni di promesse non mantenute, non si fidano e prima di cantare vittoria vogliono vedere queste promesse tradotte negli emendamenti che da lunedì arriveranno sul tavolo della commissione bilancio di palazzo Madama.

A guidare le fila degli scettici è Mauro Guerra, coordinatore nazionale piccoli comuni dell'Anci. «Voglio vedere cosa ci sarà scritto negli emendamenti», dice a ItaliaOggi, «perché le proposte di modifica all'art. 16 che ci sono state presentate (si veda ItaliaOggi di ieri ndr) non ci soddisfano. Noi chiediamo solo una cosa: lo stralcio dell'art.16 e una spinta all'associazionismo comunale partendo dalle unioni di comuni che ci sono già e vanno incentivate. Esattamente il contrario di quanto fatto dal governo che vuole creare nuovi enti, le unioni municipali, la cui gestione rischia di accrescere i costi della politica locale».

Ma non c'è solo l'accorpamento dei piccoli comuni a infiammare gli animi dei sindaci. L'alleggerimento del patto di stabilità, ulteriormente inasprito dalla manovra bis, e lo sblocco di una quota di residui passivi (il famoso tesoretto di 43 miliardi che i comuni non possono utilizzare per gli investimenti) saranno, come sempre, al centro delle trattative col governo. A chiederli a gran voce sono soprattutto i sindaci del nord (i più virtuosi dal punto di vista finanziario) che lunedì a Milano accorreranno in massa alla manifestazione dell'Anci. Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente di Anci Lombardia, promette battaglia: «sarà una manifestazione corale per mettere al centro due temi: l'assurdità delle misure che cancellano i consigli comunali nei comuni con meno di 1.000 abitanti e l'insostenibilità dei tagli imposti ancora una volta». Tra le 500 fasce tricolori attese all'auditorium Gaber ce ne saranno di pesanti: Giuliano Pisapia, Gianni Alemanno, Piero Fassino, Marta Vincenzi, Virginio Merola, Flavio Tosi. Ma sarà a Roma, come sempre, che si deciderà tutto.

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