Consulenza o Preventivo Gratuito

Aspiranti prof al setaccio

del 25/08/2011
di: di Benedetta Pacelli
Aspiranti prof al setaccio
Al via i nuovi criteri per valutare i ricercatori che aspirano alla cattedra di professore associato. Con un decreto ministeriale (n. 344/2011), infatti, il titolare dell'istruzione e università Mariastella Gelmini mette nero su bianco i requisiti minimi che i ricercatori a tempo determinato dovranno possedere per essere inquadrati nel ruolo di docenti associati, non prima però di aver conseguito l'abilitazione nazionale. Ma il provvedimento da solo non basta, perché a rendere concrete le procedure saranno poi appositi regolamenti di ateneo con i quali saranno individuati gli standard qualitativi riconosciuti a livello internazionale.

I criteri. Ma cosa è che sarà valutato? A passare sotto la lente d'ingrandimento sarà non solo l'attività di ricerca ma anche quella di didattica: dal numero dei corsi o dei moduli tenuti dal ricercatore, all'esito della valutazione da parte degli studenti, dalla partecipazione alle commissioni istituite per gli esami fino alla quantità e alla qualità dell'attività di tipo seminariale. Per quanto riguarda, invece, l'impegno nella ricerca si farà attenzione alla partecipazione degli aspiranti prof come organizzatori e direttori dei gruppi di ricerca nazionali o internazionali ma anche il conseguimento della titolarità dei brevetti. C'è poi il nodo della pubblicazioni scientifiche. Queste saranno valutate seguendo i criteri di “originalità, innovatività, rigore metodologico e rilevanza”, si farà attenzione anche alla congruenza di ciascun lavoro con il profilo di professore di seconda fascia. Infine nell'ambito di settori in cui ne è consolidato l'uso le università si avvarranno degli indicatori diffusi anche a livello internazionale e cioè: numero totale e numero medio di citazioni per pubblicazione, impact factor totale, impact factor medio per pubblicazione e infine le combinazioni dei precedenti parametri adeguate a valorizzare l'impatto della produzione scientifica.

A chi si applicano. Ma le regole non sono valide per tutti, ma solo per i ricercatori a tempo determinato di tipo B. È la legge Gelmini (240/10), infatti, a stabilire che il titolo di ricercatore spetti a chi sarà assunto dagli atenei con due differenti contratti a tempo determinato: il contratto di tipo A, di tre anni rinnovabili per ulteriori due e quello di tipo B, di soli tre anni riservato a chi ha già usufruito di almeno un contratto di tipo A. Alla scadenza di questo contratto l'università dovrà valutare l'operato del ricercatore e in caso di valutazione positiva assumerlo nel ruolo di professore associato se già in possesso dell'abilitazione nazionale.

Il bando Anvur per la valutazione dei ricercatori. Nel frattempo anche l'Agenzia di valutazione sta muovendo i primi passi in tema. L'Anvur sta infatti per lanciare la Valutazione della qualità della ricerca (Vqr), che amplia quella quinquennale 2004-2008 estendendo il periodo di valutazione fino al 2010. In attesa del decreto ministeriale, e del relativo bando in arrivo per settembre, l'Agenzia ha stabilito che per ciascuna delle 14 aree di ricerca individuate dal Consiglio universitario nazionale verranno costituiti dei Gruppi di esperti della valutazione.

vota