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Il fisco non va mai in vacanza

del 25/08/2011
di: di Matteo Rigamonti
Il fisco non va mai in vacanza
Il Fisco scende in spiaggia. Nel mese di agosto ispettori delle Direzioni regionali e provinciali delle Entrate hanno infatti condotto numerose operazioni sotto gli ombrelloni degli stabilimenti balneari dei più frequentati litorali del Belpaese. I lidi liguri sono solo gli ultimi in ordine di tempo ad esser stati visitati. Ed anche quest'anno il retino degli 007 fiscali non è rimasto a secco. I casi di irregolarità riscontrati hanno riguardato per esempio chi dichiara al fisco solo dieci abbonamenti stagionali mentre gli ombrelloni e le cabine affittate per tutta l'estate sono più di sessanta e chi nasconde all'erario gli oltre 300 mila euro provenienti dal proprio ristorante. Le sorprese non mancano mai. A diffondere una prima cartolina sugli accertamenti estivi 2011 è una nota della Direzione regionale dell'Agenzia delle entrate della Liguria. Se nello Spezzino i controlli si sono concentrati su quelle attività che chiudono in perdita o con utili bassissimi – facendo emergere ricavi nascosti all'erario per svariate centinaia di migliaia di euro –, nelle province di Genova e Imperia si sono rivolti anche verso i proprietari di imbarcazioni. Mentre in provincia di Savona addirittura l'87% degli stabilimenti controllati non è risultato in regola. Con i controlli svolti inoltre è stato possibile ricavare dati importanti per redditometro e accertamento sintetico. Anche se è ancora presto per dire quanto si potrà recuperare alle casse dell'erario. Alla fase di controlli appena conclusa infatti dovranno ora seguire gli accertamenti e le procedure del caso.

Ma la Liguria non è stata la sola delle regioni costiere italiane a ricevere i controlli estivi dei funzionari delle Entrate. Da giugno ad oggi infatti operazioni simili si sono svolte in molte località marittime d'Italia. Dove le ispezioni svolte sono state prevalentemente di due tipi. Controlli negli stabilimenti balneari che effettuano anche attività di ristorazione per quanto riguarda le province di Pesaro (Marche) e Roma (Lazio). A compierli sono stati agenti delle Direzioni provinciali delle Entrate. E controlli nei locali notturni dei litorali pugliesi, campani e veneti che, pur dichiarando come attività prevalente quella di stabilimento balneare, si sono di fatto rivelati quali vere e proprie discoteche dai lauti incassi (spesso in nero) senza nemmeno disporre delle strutture sufficienti a svolgere l'attività prevalente dichiarata. In questo caso le operazioni sono state svolte congiuntamente da ispettori delle Direzioni regionali delle Entrate e funzionari della Siae. Le indagini hanno portato alla luce numerosi elementi utili agli studi di settore. Le operazioni condotte in Puglia (Notte di mezza estate), Campania (Notte in discoteca) e Veneto (Movida II) hanno portato a galla ripetute irregolarità. In particolare si tratta di disco-pub e discoteche, che dopo l'arrivo degli ispettori del Fisco (generalmente a mezzanotte) hanno fatto registrare incassi fino a tre volte superiori a quelli registrati prima del loro arrivo.

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