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I controlli automatizzati a 360°

del 23/08/2011
di: di Debora Alberici
I controlli automatizzati a 360°
La Cassazione estende l'efficacia dei controlli fiscali automatizzati. È infatti valida la cartella di pagamento non motivata se questa si basa sui dati raccolti nella dichiarazione dei redditi presentata dal contribuente.

Lo ha sancito la sezione tributaria della Corte di cassazione che, con l'ordinanza numero 16983 del 4 agosto 2011, ha accolto il primo motivo del ricorso presentato dall'Agenzia delle entrate.

In particolare il fisco aveva spiccato una cartella di pagamento senza motivazione. Il contribuente l'aveva impugnata lamentando la violazione dello statuto. La ctp e la ctr di Roma avevano annullato l'atto impositivo. Ora la Cassazione ha rovesciato il verdetto. Rispolverando un vecchio principio il Collegio di legittimità ha chiarito che «in tema di riscossione delle imposte sul reddito, la cartella di pagamento, nell'ipotesi di liquidazione dell'imposta ai sensi del dpr n. 600 del 1973, art. 36 bis, costituisce l'atto con il quale il contribuente viene a conoscenza per la prima volta della pretesa fiscale e come tale deve essere motivata». Tuttavia, nel caso di mera liquidazione dell'imposta sulla base dei dati forniti dal contribuente nella sua dichiarazione, nonché qualora vengano richiesti interessi e sovrattasse per ritardato od omesso pagamento, il contribuente si trova già nella condizione di conoscere i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della pretesa fiscale, «con l'effetto che l'onere di motivazione può considerarsi assolto dall'Ufficio mediante mero richiamo alla dichiarazione medesima». Lo stesso, ricorda Piazza Cavour, può dirsi in caso di liquidazione effettuata in seguito ai controlli automatizzati. In effetti solo qualora la liquidazione delle imposte ai sensi del dpr n. 600 del 1973, art. 36 bis, non si sovrapponga alla dichiarazione del contribuente, ma si risolva in una rettifica dei risultati della dichiarazione stessa, così da comportare una pretesa ulteriore da parte dell'amministrazione finanziaria, sussiste un'attività impositiva vera e propria, con la conseguenza che la relativa cartella esattoriale va motivata come l'avviso di accertamento, ossia deve contenere tutte le indicazioni idonee a consentire al contribuente di apprestare un'efficace difesa. Al contrario, non esiste invece tale obbligo quando (come nel caso in esame nel quale, come precisato dalla stessa sentenza impugnata, è richiesto anche il pagamento degli interessi e sovrattasse per omesso o ritardato pagamento) la liquidazione avvenga sulla base degli elementi fomiti dalla stessa dichiarazione della contribuente, provenienza che poneva evidentemente l'Ufficio nella condizione di formulare la propria richiesta in forza del semplice richiamo alla dichiarazione, senza necessità di indicare i fatti costitutivi dell'obbligazione fiscale.

Anche la Procura generale della Suprema corte, nell'udienza tenutasi al Palazzaccio lo scorso 8 luglio, aveva chiesto al Collegio di legittimità di accogliere il primo motivo di ricorso presentato dall'amministrazione finanziaria. Insomma, su questo punto la decisione si è trasformata in un verdetto senza appello. Infatti, la Cassazione, dal momento che non erano necessari ulteriori accertamenti ha deciso, come avviene di rado, la causa nel merito. In sostanza ha reso definitiva e valida a tutti gli effetti la cartella di pagamento spiccata nei confronti di un società (poi fallita) per la maggiore Irpeg, Iva e Irap in seguito a un controllo automatizzato.

Insomma, in poche parole, quando un atto impositivo si basa sulla dichiarazione del contribuente non ha necessità di motivazione.

Nulla da fare, invece sul secondo quesito presentato con il ricorso dell'amministrazione finanziaria.

La società, dice la Suprema corte, avrebbe infatti dovuto indicare le ragioni per cui la motivazione della ctr della Capitale era insufficiente posto che i motivi di ricorso devono contenere un'indicazione riassuntiva e sintetica che costituisca un quid pluris rispetto all'illustrazione del motivo stesso.

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