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Indennizzo senza limiti

del 23/08/2011
di: di Debora Alberici
Indennizzo senza limiti
L'imprenditore ha diritto a equa riparazione se la procedura fallimentare è durata troppo. Anche nel caso in cui i tempi si siano allungati a causa dei «numerosissimi reclami» da lui stesso presentati. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 17440 del 22 agosto 2011, ha accolto il ricorso di un imprenditore che ha aspettato quarant'anni prima di vedere chiusa la procedura fallimentare. La Corte d'appello di Campobasso aveva liquidato solo 16 mila euro. Cifra ritenuta assolutamente insufficiente dall'uomo che ha impugnato la sentenza in Cassazione per rivendicare un ristoro più adeguato. La prima sezione civile ha accolto il primo motivo del gravame presentato dalla difesa del fallito chiarendo che «nell'accertare la violazione della garanzia della ragionevole durata del processo in materia fallimentare il giudice deve considerare la complessità del caso attraverso un esame analitico e non con la mera enunciazione dei vari sub-procedimenti o di altre evenienze processuali per accertare analiticamente quale sia stato il tempo impiegato per portare a conclusione ciascuno dei detti sub-procedimenti, se in considerazione della obiettiva difficoltà e alla mole dei necessari incombenti la durata di ciascun sub procedimento sia stata ragionevole o meno e nella ipotesi di durata da ritenersi eccessiva, quanta parte sia imputabile al comportamento delle parti e quanta al comportamento del giudice o di altri organi della procedura o a disfunzioni dell'apparato giudiziario». Insomma, per escludere il ristoro l'amministrazione dovrebbe dimostrare che i reclami presentati dal fallito non sono espressione del suo diritto di difesa quanto piuttosto di un «intento dilatorio» volto ad allungare la procedura. Sul punto in sentenza si legge che «anche per quanto riguarda la durata dei procedimenti iniziati su reclamo del fallito la detrazione dalla durata complessiva della procedura fallimentare non può dipendere dalla mera considerazione della circostanza fattuale dell'avvenuta presentazione dei reclami».

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