Consulenza o Preventivo Gratuito

Tagli al buio per enti e ministeri

del 23/08/2011
di: di Francesco Cerisano
Tagli al buio per enti e ministeri
Le cifre sono certe, anzi costituiscono uno dei punti fermi della manovra di Ferragosto, ma il modo in cui arrivarci è una strada lastricata di dubbi. Il dl 138 fissa in 6 miliardi nel 2012 e 2,5 nel 2013 i risparmi richiesti ai ministeri per contribuire al raggiungimento del pareggio di bilancio. Ma non sarà facile per i dicasteri mettersi a dieta. Perché gran parte dei costi da tagliare riguarda spese «non rimodulabili» (pagamento degli stipendi, assegni, pensioni, ammortamento di mutui). In pratica spese fisse che non possono essere ridotte a cuor leggero e che per essere tagliate già dal 2012 necessiterebbero di un massiccio intervento di adeguamento normativo già a partire dalla prossima legge di stabilità. Ad affermarlo è l'ufficio studi del senato nella nota di lettura al testo del decreto che ieri ha iniziato il proprio iter parlamentare.

Secondo i tecnici di palazzo Madama proprio i tagli ai budget dei ministeri rappresentano «un punto rilevante» della manovra che «ripropone interrogativi», gli stessi sollevati a luglio all'indomani del varo del primo intervento correttivo del 2011. Il dl 138 del resto non fa che incrementare per il biennio 2012/2013 le economie di spesa già previste dal dl 98. Ma lo fa ricadendo negli stessi errori della manovra precedente. Ossia, scrivono i tecnici del senato, con informazioni «sintetiche» che «non consentono di avere un quadro, nemmeno di massima, di quanta parte delle riduzioni interesserà le spese correnti e di funzionamento e quanta, invece, più probabilmente, dovrà riflettersi in riduzioni di spese in conto capitale».

Ma non si tratta dell'unica richiesta di approfondimento sollevata dal servizio studi. Sul taglio del 10% dei dirigenti, i tecnici del senato precisano che le riduzioni dovranno essere calcolate non sulle unità di personale, ma sulla spesa complessiva che dovrà appunto ridursi in misura non inferiore al 10%. E avanzano un altro dubbio: riusciranno le dotazioni organiche, falcidiate dalla manovra bis, a far fronte ai fabbisogni di funzionamento della p.a.?

E per finire il patto di stabilità. Il dl 138, è vero, non taglia trasferimenti agli enti locali (si veda ItaliaOggi del 17/8/2011), ma chiede al sistema delle autonomie un ulteriore contributo, in termini di miglioramento dei saldi, pari a 6 miliardi nel 2012 e 3,2 nel 2013. Ma anche in questo caso «la manovra non chiarisce le modalità con cui tale concorso andrà realizzato». In più, l'esonero degli enti virtuosi dal concorso alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica, avvertono i tecnici, rischia di aggravare gli obiettivi di risparmio a carico degli altri. E la possibilità che gli enti, costretti a risparmiare, continuino ad accumulare avanzi di amministrazione non spendibili diventa sempre più concreta.

vota