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Fisco, tris di misure per 40 mld

del 23/08/2011
di: di Cristina Bartelli
Fisco, tris di misure per 40 mld
In arrivo l'aumento delle aliquote Iva, il taglio delle agevolazioni fiscali e una riforma dell'assistenza e della previdenza. Da queste tre voci, infatti, il sovrapporsi della manovra di luglio e del decreto legge 138 ha previsto di ricavare un gettito di 40 miliardi in tre anni. Troppi per non dover intervenire su tutte le voci possibili. È quanto si ricava dall'analisi fatta dal servizio studi del senato sugli effetti delle due ultime manovre finanziarie. Nel 2012, secondo le stime riferite all'ultimo provvedimento (dl 138/2011), la voce riduzioni agevolazioni fiscali inciderà per un 18% sulle entrate mentre nel 2013 sarà la vera locomotiva dell'Erario con il 47% di responsabilità di cassa.

La manovra bis (dl 138) è intervenuta nel capitolo riforma fiscale e assistenziale anticipando gli interventi al 2012. Nel caso in cui la riforma non sia pienamente operativa entro il 30 settembre 2012 si farà cassa con il taglio lineare delle agevolazioni e alternativamente con l'aumento delle accise delle imposte indirette (Iva, tabacchi ecc.). I nuovi saldi del dl 138 letti con quelli della legge 111/11 portano il capitolo delle riduzioni delle agevolazioni fiscali alla cifra di 40 mld. I nuovi valori sono così suddivisi: nel 2012, il dl 138/11 prevede entrate per 4 mld, nel 2013 il dl 138/11 prevede 12 mld e la legge 111/11, 4 mld, un totale, per l'anno 2013 di 16 mld, infine nel 2014 la legge 111/11 prevede 20 mld. Sommando le voci di entrambi i provvedimenti per i tre anni si arriva al nuovo totale di 40 mld.

Secondo i tecnici dell'ufficio studi, per il biennio 2012-2013, si registra, dunque, l'aumento del gettito fiscale derivante dalla revisione delle agevolazioni ed esenzioni di imposta, rispettivamente per 4 e 12 miliardi, che si aggiunge alla riduzione prevista dal dl n. 98/2011 pari a 4 miliardi nel 2013 e a 20 miliardi nel 2014. Comunque sia per i tecnici del senato questi soldi ci saranno. Una nota specifica infatti che «tale riduzione troverà applicazione o in via diretta come tagli alle agevolazioni, o nell'ambito del riordino della spesa in materia sociale e dei regimi di esenzione e favore fiscale prevista entro il 30 settembre 2012». Nel dettaglio le voci di maggior impatto possono essere elencate negli introiti legati al contributo di solidarietà (2,9 miliardi per ciascun anno che, se considerate al netto degli effetti indotti, si riducono a circa 800 milioni nel 2012 e a 1,6 miliardi nel biennio successivo), al prelievo sui giochi e all'accisa sul tabacco (1,5 miliardi per ciascun anno) e alla tassazione delle rendite finanziarie (1,4 miliardi nel 2012, 1,5 miliardi nel 2013 e 1,9 miliardi nel 2014).

Ma se da un lato il contributo di solidarietà produce un aumento di gettito, dall'altro la possibile deduzione comporta, per le casse dello stato, una minor spesa quantificata in circa 2 miliardi nel 2012 e circa 1 miliardo nel biennio 2013-2104.

L'aumento dell'Iva poi dovrà arrivare con un provvedimento legislativo. La scelta di affidare a un provvedimento amministrativo per rimodulare le imposte indirette inclusa l'accisa si scontra con il profilo di costituzionalità espresso nella riserva di legge in materia tributaria. «Ciò tenendo conto», scrivono i tecnici di Palazzo Madama, «dell'ampiezza della base imponibile sulla quale il dpcm avrà la facoltà di intervenire e della mancata fissazione nella norma in esame di qualsiasi parametro quantitativo entro il quale operare le modifiche rispetto alle aliquote attualmente vigenti». Un altro nodo, secondo il documento, viene al pettine con riferimento all'anticipo nel decreto legge dell'innalzamento della tassazione delle rendite finanziarie (esclusi i Bot) al 20% dal precedente 12,5%. Questo anticipo infatti incide sul campo di intervento della riduzione delle agevolazioni fiscali in cui le rendite erano ricomprese.

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