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Le multe non sono condonabili

del 20/08/2011
di: Pagina a cura di Antonio G. Paladino
Le multe non sono condonabili
Posto che le violazioni al codice della strada non hanno natura di tributo, a esse non possono essere applicate le disposizioni relative al condono previsto dalla legge n. 289/2002. Qualora l'ente locale abbia dato comunque corso all'agevolazione per tali tipologie di sanzioni, attraverso apposite delibere, del relativo danno erariale ne rispondono i consiglieri comunali che hanno votato favorevolmente, nonché i responsabili degli uffici amministrativi che hanno istruito l'iter e l'assessore comunale alle finanze, per palese colpa grave desumibile dall'adozione di atti che hanno privato l'ente di entrate già previste, in chiaro contrasto con le disposizioni di legge.

Lo precisa la Corte dei conti della Campania, nel testo della sentenza n. 1231/2011 con la quale ha condannato i consiglieri comunali pro tempore del comune di Benevento, i funzionari tecnici e amministrativi, nonché l'allora assessore alle finanze, per aver avallato più deliberazioni consiliari tendenti a estendere le previsioni contenute all'articolo 13 della legge n. 289/2002 anche alle violazioni al codice della strada e, per di più, per anni successivi al 2003, in contrasto con quanto disposto dalla norma soprarichiamata.

Detta norma, infatti, precisa che «con riferimento ai tributi propri, regioni, province e comuni possono stabilire la riduzione dell'ammontare delle imposte e tasse loro dovute per le ipotesi in cui, entro un termine appositamente fissato da ciascun ente, i contribuenti adempiano a obblighi tributari precedentemente non adempiuti. Per tributi propri si intendono quelli la cui titolarità giuridica ed il cui gettito siano integralmente attribuiti ai predetti enti».

In sostanza, ha rilevato la Corte, la legge ha posto due presupposti. Il primo, che per l'avvio del condono è necessaria l'adozione di atti normativi che regolamentino la fattispecie. Il secondo, invece, fa leva sul fatto che oggetto di tali disposizioni siano esclusivamente le tipologie rientranti nella nozione di tributi propri, cioè quelli la cui titolarità giuridica e il cui gettito siano integralmente dovuti agli enti indicati dalla legge.

Da ciò, si legge nel testo, le delibere consiliari adottate dal comune di Benevento, estendendo il condono alle violazioni al codice della strada, che non hanno natura di tributo,(ne è palese la loro allocazione in bilancio tra le entrate extratributarie) sono da ritenere illegittimamente adottate, sottolineando altresì l'ulteriore profilo di illegittimità derivante dalla circostanza che in ogni caso la facoltà prevista dall'art. 13 della legge 289/2002 andava riferita esclusivamente a periodi di imposta antecedenti al 2003, data di entrata in vigore della legge. Così operando, chi ha dato corso a tale condono ha causato un danno erariale alle casse comunali, in quanto «vi sono state rilevanti minori entrate per l'ente locale».

Passando all'individuazione dei soggetti che hanno provocato il danno, la Corte campana non ha dubbi sul ruolo dei consiglieri comunali che hanno votato favorevolmente le delibere consiliari in oggetto.

Allo stesso modo, pari negligenza esprime la condotta dell'assessore comunale alle finanze che ha proposto l'adozione delle deliberazioni al consiglio comunale e quella degli organi tecnici e amministrativi che, con il loro parere favorevole, ne hanno avallato le scelte regolamentari.

Per la Corte, comunque, «maggiore efficacia causativa deve riconoscersi alla condotta degli uffici amministrativi che, con il loro parere favorevole, hanno avallato le scelte del consiglio comunale ed a quella dell'assessore al ramo che ha proposto tali provvedimenti». In particolare, il maggior danno è da ascrivere al responsabile del settore finanze, al segretario generale, al coordinatore dell'ufficio tributi e al direttore generale, in considerazione delle competenze che l'ufficio tributi e i dirigenti del settore finanze devono esprimere, nonché dell'importante ruolo del segretario generale cui grava la funzione di collaborazione e di assistenza «giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell'ente in ordine alla conformità dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto e ai regolamenti».

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