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Incentivi fiscali al venture capital

del 05/08/2011
di: di Valerio Stroppa
Incentivi fiscali al venture capital
Incentivo fiscale al venture capital. Con la manovra correttiva il governo ha infatti fatto ricorso alla leva tributaria per creare una misura di sostegno al capitale di rischio in senso stretto (seed e start up financing) per favorire l'avvio di imprese italiane ad elevato potenziale di crescita. In particolare, l'articolo 31 del dl n. 98/2011 ha introdotto una detassazione dei redditi conseguiti dai sottoscrittori di fondi di venture capital specializzati nelle fasi iniziali di «lancio» delle nuove imprese. L'agevolazione dovrà essere attuata mediante un decreto ministeriale dell'Economia e, per quanto riguarda i titolari di reddito d'impresa, resta in ogni caso subordinata all'approvazione della Commissione europea.

Fvc e società target. Il dl n. 98/2011 individua i Fondi di venture capital (Fvc) come i fondi comuni di investimento armonizzati Ue che investono almeno il 75% dei capitali raccolti in società non quotate nella fase di sperimentazione (seed financing), di costituzione (start-up financing), di avvio dell'attività (earlystage financing) o di sviluppo del prodotto (expansion financing). Per fruire del meccanismo premiale, le società target degli investimenti devono presentare alcune caratteristiche (si veda tabella in pagina), tra cui non essere quotate su un mercato regolamentato, avere sede in un Paese Ue o See, essere nate da non più di tre anni e realizzare ricavi inferiori a 50 milioni di euro.

L'agevolazione. L'articolo 31, comma 4 del dl n. 98/2011 prevede un'esenzione da imposizione dei proventi derivanti dalla partecipazione ai Fvc, con esclusione della ritenuta d'acconto del 12,5% (e non concorrenza al reddito complessivo) nel caso dei soggetti titolari di reddito di impresa. Nel caso degli altri soggetti, invece, non si applicherà la ritenuta a titolo di imposta del 12,5%. Il beneficio fiscale, pertanto, interessa i redditi di capitale (di cui all'articolo 44, comma 1, lettera g) del Tuir) conseguiti dai sottoscrittori del fondo. Proventi detassati uguale più raccolta. E più raccolta significa maggiori capitali canalizzati per la crescita delle nuove imprese, almeno nelle intenzioni governative.

Attuazione. L'operatività dell'agevolazione è demandata a un decreto attuativo del Mef, che dovrà stabilire, tra l'altro, anche le modalità di rendicontazione annuale dei gestori dei Fvc, al fine di rispettare i requisiti previsti dall'articolo 31 della manovra. Il dm, inoltre, provvederà a determinare le sanzioni da irrogare nel caso del mancato rispetto delle suddette condizioni. Per i soggetti titolari di reddito d'impresa, inoltre, la detassazione sancita dal comma 4 dell'articolo 31 sarà efficace soltanto previo parere favorevole di Bruxelles, che dovrà pronunciarsi secondo le procedure previste dall'articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

Stime effetti finanziari. Nella relazione tecnica dell'esecutivo si rileva che, in base ai dati comunicati dall'Aifi (Associazione italiana del private equity e venture capital), i capitali venture capital raccolti sul mercato nel 2010 ammontavano a circa 2,2 miliardi di euro, di cui solo il 4,2%, riferibile a investitori individuali. Pertanto, prudenzialmente, per effetto dell'agevolazione fiscale i tecnici governativi presumono dal 2012 «un pieno effetto sostituzione nella politica degli investimenti a favore di uno strumento (il Fondo per il venture capital) più vantaggioso con conseguente stima di perdita di gettito rispetto alla legislazione vigente». Utilizzando un'aliquota media Irpef/Ires del 25% nei confronti dei redditi di capitale percepiti dagli investitori non individuali (quasi il 96%) e ipotizzando un rendimento netto annuo pari a circa il 5%, il costo dell'operazione per l'erario dovrebbe attestarsi mediamente intorno ai 14 milioni di euro all'anno, tra mancate ritenute e imposte dirette.

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