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Il rappresentante in sospensione Iva

del 05/08/2011
di: di Roberto Rosati
Il rappresentante in sospensione Iva
Il rappresentante fiscale italiano del soggetto passivo non residente, anche nel mutato quadro normativo, può continuare ad avvalersi della facoltà di acquistare beni e servizi in sospensione d'Iva accordata agli esportatori abituali. La riforma del 2010, in particolare la generalizzazione del meccanismo dell'inversione contabile sulle operazioni poste in essere da non residenti, incide tuttavia sulla costituzione del plafond, alla cui formazione non concorrono infatti le operazioni per le quali debitore dell'imposta è il destinatario. È quanto emerge dalla risoluzione dell'Agenzia delle entrate n. 80 del 4 agosto 2011, emanata in risposta all'istanza di interpello con la quale una società svizzera, identificata in Italia attraverso il rappresentante fiscale, chiedeva di sapere se, anche dopo le modifiche apportate all'art. 17 del dpr 633/72 dal dlgs n. 18/2011 potesse ritenersi ancora valida la risoluzione n. 102/99. Con tale risoluzione l'amministrazione finanziaria ha precisato che l'agevolazione prevista dall'art. 8, secondo comma, per gli esportatori abituali, spetta, sussistendo tutti i presupposti di legge, anche ai soggetti passivi esteri che siano identificati in Italia, in ragione del fatto che il secondo comma dell'art. 17 attribuisce al rappresentante fiscale non solo l'adempimento degli obblighi derivanti dall'applicazione del tributo, ma anche l'esercizio dei relativi diritti. Con il dlgs n 18/2010, attuativo della riforma comunitaria di cui alla direttiva 2008/8/CE del 12 febbraio 2008, la disposizione del predetto secondo comma è stata spostata nel comma successivo, con una formulazione letterale parzialmente diversa, mantenendo però sostanzialmente invariata la definizione dei compiti del rappresentante fiscale. Al riguardo, l'Agenzia, dopo avere sinteticamente illustrato le disposizioni di riferimento, ha ritenuto di confermare la precedente posizione, riconoscendo la possibilità di avvalersi dell'agevolazione in parola ai soggetti esteri identificati nel territorio dello stato mediante rappresentante fiscale, oppure direttamente ai sensi dell'art. 35-ter del dpr 633/72. L'Agenzia ha precisato però che il soggetto estero realizza un'operazione rilevante ai fini dell'Iva, i cui corrispettivi concorrono al plafond, quando pone in essere esportazioni, cessioni intracomunitarie, operazioni assimilate non imponibili nei confronti di altri soggetti non residenti ovvero di privati; non realizza invece alcuna operazione rilevante ai fini in esame quando pone in essere cessioni di beni o prestazioni di servizi interne nei confronti di soggetti passivi residenti e assimilati, perché in tali ipotesi, ai sensi dell'art. 17, secondo comma, la qualifica di debitore d'imposta è assunta dal cessionario ovvero committente soggetto passivo stabilito in Italia (meccanismo dell'inversione contabile).

Imposta unica sui giochi a distanza. Con la risoluzione n. 81 del 4 agosto 2011 l'Agenzia delle entrate ha istituito più codici tributo per consentire il versamento, mediante il modello F24 Accise, delle somme dovute all'amministrazione autonoma dei monopoli a titolo di imposta unica sui giochi a distanza, relativi interessi e sanzioni. Ciò in ottemperanza al decreto direttoriale dell'11 aprile 2011, con il quale è stato stabilito che la predetta imposta è versata con il modello F24 accise, mensilmente, entro il giorno 16 del mese successivo a quello di riferimento. La risoluzione precisa che, in sede di compilazione del modello di versamento F24 Accise, i codici tributo vanno esposti nella sezione «accise/monopoli e altri versamenti non ammessi in compensazione» in corrispondenza delle somme indicate nella colonna «importi a debito versati».

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