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Finanziamenti alle manager rosa

del 04/08/2011
di: di Carla De Lellis
Finanziamenti alle manager rosa
Finanziamenti fino a 120 mila euro per le manager rosa. Le azioni positive per la parità tra donne e uomini infatti, prevede quest'anno anche la realizzazione di progetti di promozione della presenza delle donne negli ambiti dirigenziali e gestionali. A stabilirlo, il provvedimento 24 giugno apparso sulla Gazzetta Ufficiale n. 178/2011 che approva il programma obiettivo per il 2011, ai sensi della ex legge n. 125/1991 (oggi legge n. 246/2005, il codice delle pari opportunità).

Il provvedimento, dunque, dà il via alle operazioni finanziamento dei progetti per la promozione della parità tra gli uomini e le donne sul lavoro. Le richieste di finanziamento, relative a progetti che diano riscontro al programma appena pubblicato, si possono richiedere come ogni anno a partire dal 1° ottobre fino al 30 novembre. Il programma obiettivo del 2011, tra l'altro, al fine di soddisfare un maggior numero do proposte, ha fissato un tetto massimo di finanziamento, per progetto, a euro 120 mila.

Per quanto riguarda le iniziative finanziabili, il programma per il 2011 prevede azioni positive con l'obiettivo di promuovere la presenza delle donne negli ambiti dirigenziali e gestionali; di modifica dell'organizzazione del lavoro; sostenere iniziative per lavoratrici con contratti di lavoro non a tempo indeterminato in particolare giovani neolaureate e neodiplomate, con azioni finalizzate a stabilizzare la situazione occupazionale in una percentuale non inferiore al 50% delle donne destinatarie dell'azione; disoccupate, inattive, in cassa integrazione e/o in mobilità, con particolare attenzione a quelle di età maggiore di 45 anni; agevolare l'inserimento e/o il reinserimento lavorativo di donne mediante azioni di formazione, di qualificazione/riqualificazione, orientamento; consolidare una o più imprese a titolarità e/o prevalenza femminile nella compagine societaria; promuovere la qualità della vita personale e professionale, anche per le lavoratrici migranti, a partire dalla rimozione dei pregiudizi culturali, attraverso la rimozione degli stereotipi, in un'ottica di pari opportunità, con azioni di sistema integrate che tengano conto delle indicazioni delle strategie comunitarie, che producano effetti concreti sul territorio (incidendo anche sui tempi delle città).

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