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Regioni spalle al muro sul ticket

del 04/08/2011
di: di Francesco Cerisano
Regioni spalle al muro sul ticket
Prima di arrendersi di fronte all'ennesimo nulla di fatto imposto dal governo, le regioni le hanno tentate tutte. Meglio una piccola tassa, alcune decine di centesimi, sul prezzo delle sigarette che il ritorno dei ticket sanitari, si sono affannati a ripetere i governatori in questi giorni. Nella speranza di poter contare anche su un gioco di sponda all'interno dell'esecutivo, visto che Umberto Bossi non ha mai fatto mistero di preferire un aumento delle accise sui tabacchi alla reintroduzione del ticket di 10 euro. Ma la linea della Conferenza delle regioni, già formalizzata l'altroieri e nuovamente illustrata al governo da una delegazione di presidenti regionali (all'incontro con i ministri Raffaele Fitto e Ferruccio Fazio, oltre a Vasco Errani, c'erano anche Enrico Rossi, Vito De Filippo e la governatrice del Lazio Renata Polverini) è naufragata contro l'ennesimo rinvio. Che di fatto ha messo le regioni spalle al muro costringendole ad applicare il balzello almeno fino a fine agosto. Quando ci sarà un nuovo incontro sul punto. «Per il momento non ci sono le condizioni per intervenire con un provvedimento ad hoc». Una dichiarazione, quella del ministro Fitto, che ha spento le residue speranze dei governatori di poter uscire da via della Stamperia con un'intesa immediatamente vigente. E invece ancora uno slittamento. Perché il governo ha bisogno di tempo. «È un lavoro complesso, che parte dalla rimodulazione del ticket e ha bisogno di una maggiore tempistica», ha ribadito il ministro per gli affari regionali.

I governatori non nascondono la propria delusione. «Il governo non e' stato in grado di appoggiare la nostra proposta», ha commentato Vasco Errani. «Una proposta che era e rimane seria». Anche perché, ha aggiunto Errani, tassare il tabacco «ha un elemento di prevenzione fondamentale». Le regioni però non demordono: «Il governo ci dice che è intenzionato a tenere aperto il tavolo, benissimo. Ma ci aspettiamo che arrivi una decisione, visto che peraltro questa proposta è stata fatta da autorevoli ministri. Quindi noi su questo punto non molliamo».

Secondo Errani l'effetto del nulla di fatto imposto dal governo obbliga ormai tutte le regioni all'imposizione del ticket. «È una scelta che va a carico del governo», tuona. «Le regioni utilizzeranno anche il sistema della rimodulazione per evitare il più possibile elementi di iniquità per i cittadini».

Secondo la Cgia di Mestre, per coprire il mancato gettito del ticket con l'aumento delle imposte sui tabacchi, ciascuno degli 11 milioni di fumatori italiani avrebbe dovuto pagare 34 euro in più quest'anno e 77 l'anno prossimo. A tanto ammonta il sacrificio richiesto dalla manovra (381,5 milioni fino a fine 2011 e 834 nel 2012 si veda tabella in pagina) se suddiviso per il numero stimato dei tabagisti italiani. In pratica si tratterebbe di un rincaro di 14 centesimi a pacchetto nel 2011 e di 32 nel 2012. Poca cosa rispetto ai rincari delle ricette sanitarie, che nelle regioni che hanno optato per un ticket variabile in base alle prestazioni, raggiungeranno anche i 30 euro a ricetta.

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