I governatori non nascondono la propria delusione. «Il governo non e' stato in grado di appoggiare la nostra proposta», ha commentato Vasco Errani. «Una proposta che era e rimane seria». Anche perché, ha aggiunto Errani, tassare il tabacco «ha un elemento di prevenzione fondamentale». Le regioni però non demordono: «Il governo ci dice che è intenzionato a tenere aperto il tavolo, benissimo. Ma ci aspettiamo che arrivi una decisione, visto che peraltro questa proposta è stata fatta da autorevoli ministri. Quindi noi su questo punto non molliamo».
Secondo Errani l'effetto del nulla di fatto imposto dal governo obbliga ormai tutte le regioni all'imposizione del ticket. «È una scelta che va a carico del governo», tuona. «Le regioni utilizzeranno anche il sistema della rimodulazione per evitare il più possibile elementi di iniquità per i cittadini».
Secondo la Cgia di Mestre, per coprire il mancato gettito del ticket con l'aumento delle imposte sui tabacchi, ciascuno degli 11 milioni di fumatori italiani avrebbe dovuto pagare 34 euro in più quest'anno e 77 l'anno prossimo. A tanto ammonta il sacrificio richiesto dalla manovra (381,5 milioni fino a fine 2011 e 834 nel 2012 si veda tabella in pagina) se suddiviso per il numero stimato dei tabagisti italiani. In pratica si tratterebbe di un rincaro di 14 centesimi a pacchetto nel 2011 e di 32 nel 2012. Poca cosa rispetto ai rincari delle ricette sanitarie, che nelle regioni che hanno optato per un ticket variabile in base alle prestazioni, raggiungeranno anche i 30 euro a ricetta.
