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Redditometro, due anni di buio

del 04/08/2011
di: di Andrea Bongi
Redditometro, due anni di buio
Nuovo redditometro: si chiude anche il secondo anno al buio. Venerdì prossimo, 5 agosto, scade infatti il secondo termine per i versamenti dovuti in Unico 2011, redditi 2010, dalle persone fisiche alle quali si renderà applicabile il nuovo strumento di accertamento induttivo voluto dal dl 78/2010, che a tutt'oggi, purtroppo è ancora un oggetto misterioso. Dopo il periodo d'imposta 2009, il primo al quale si applicheranno le nuove regole ed i nuovi coefficienti stabiliti dall'articolo 22 del decreto legge 31 maggio 2010 n.78, si chiude anche l'annualità 2010 senza che i contribuenti abbiano potuto testare la tenuta del reddito complessivo dichiarato rispetto a quello fondato sugli elementi indicativi di capacità contributiva individuati mediante l'analisi di campioni significativi di contribuenti, per dirla con l'espressione contenuta nel nuovo comma quinto dell'articolo 38 del dpr 600/73. Lo scenario appena descritto trae origine dalle disposizioni contenute nell'art. 22 del già citato dl 78/2010 sulla base delle quali l'adeguamento dell'accertamento sintetico opera già con effetto per gli accertamenti relativi ai redditi per i quali il termine di dichiarazione non era ancora scaduto alla data di entrata in vigore del decreto legge, cioè a decorrere dall'annualità 2009.

È sempre l'art. 22 a introdurre la necessità che sia un decreto del ministero dell'economia e delle finanze, da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale con periodicità biennale, a dover stabilire il famigerato contenuto induttivo dei nuovi elementi indicativi di capacità contributiva individuati con riferimento all'analisi campionaria di contribuenti differenziati anche in funzione del loro nucleo familiare e dell'area territoriale di appartenenza. All'indomani dell'approvazione delle novità normative in commento dall'amministrazione finanziaria si levarono rassicurazioni circa la tempestività con la quale sarebbero stati diffusi sia i nuovi elementi significativi di capacità contributiva sia il software di calcolo che avrebbe consentito la determinazione induttiva del reddito sinteticamente accertabile. Furono individuate anche delle scadenze, sistematicamente poi disattese. Intanto già per il periodo d'imposta 2009 sono arrivate le prime avvisaglie dell'accertamento sintetico puro del prossimo futuro. Centinaia di migliaia di contribuenti sono stati infatti raggiunti nei mesi scorsi da missive del fisco nelle quali si metteva in luce la discrepanza fra i redditi dichiarati e quelli desumibili sulla base delle spese sostenute dal contribuente. Al fisco piace giocare d'anticipo. Soprattutto quando solo lui conosce le regole del gioco. Ai contribuenti, ai quali chiede di giocare a carte scoperte, mostrerà le proprie solo a partita chiusa quando ormai per quest'ultimo non c'è più possibilità di rilanciare.

L'operazione Unico 2011 è dunque alle battute finali. Molti applicativi software hanno reintrodotto un'apposita finestra di calcolo denominata redditometro o simili. Verrebbe la voglia di provarla se non fosse che per i motivi che abbiamo detto sopra i calcoli che nella stessa si effettuano non saranno quelli che farà invece il fisco quando deciderà quali sono i nuovi elementi indicativi di capacità contributiva ed i relativi coefficienti di ponderazione reddituale. Attualmente si possono testare i redditi 2009 e 2010 utilizzando i coefficienti del vecchio redditometro, quelli per intendersi valevoli per l'accertamento del periodo d'imposta 2008 e 2007. Difficile dire se il ritardo con il quale stanno elaborando il nuovo paniere di beni e servizi e il relativo software di calcolo, avranno ripercussioni sui futuri accertamenti sintetici. Le commissioni tributarie hanno sempre avuto un atteggiamento poco favorevole nei confronti dei contribuenti che lamentavano l'applicazione a ritroso dei coefficienti del redditometro vecchio stile. Difficile pensare che cambino idea adesso proprio quando l'accertamento sintetico è tornato di gran voga. E il vecchio e vituperato statuto del contribuente? Direbbe, il condizionale purtroppo è d'obbligo, che le disposizioni tributarie non possono avere effetto retroattivo e che i tributi periodici e le modifiche introdotte si applicano a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono.

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