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Cisterne e silos, sale la sicurezza

del 04/08/2011
di: La Redazione
Cisterne e silos, sale la sicurezza
Silos e cisterne a prova di sicurezza. Il consiglio dei ministri, su proposta del ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, ha infatti approvato in via definitiva il decreto che introduce innovative misure di innalzamento della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori delle imprese operanti in ambienti sospetti di inquinamento o con possibile presenza di gas (i cosiddetti ambienti confinati), quali silos, cisterne, pozzi, cunicoli e simili. Il provvedimento, fortemente voluto da Sacconi per porre un freno agli infortuni che si sono succeduti negli ultimi anni in occasione di simili lavorazioni, tra i quali, ricorda una nota del dicastero di via Veneto, le stragi di Molfetta (3 maggio 2008, 5 morti), Mineo (11 luglio 2008, 6 morti), Sarroch (26 maggio 2009, 3 morti) e Capua (11 settembre 2010, 3 morti), impedisce che in simili contesti possano operare soggetti non adeguatamente formati, addestrati o, comunque, perfettamente a conoscenza dei rischi delle lavorazioni e di quelli propri degli ambienti nei quali si svolga l'attività lavorativa. Il personale deve così essere specificamente addestrato e formato. Ma non solo. Il 30% della forza lavoro deve essere costituita da personale con esperienza almeno triennale in attività in «ambienti confinati», (esperienza richiesta anche al preposto, che sovrintende sul gruppo di lavoro). Nel caso poi che i lavori siano svolti in appalto, il decreto prevede che prima dell'accesso nei luoghi di lavoro tutti i lavoratori che verranno impiegati nelle attività (compreso, eventualmente, il datore di lavoro) siano puntualmente e dettagliatamente informati dal datore di lavoro committente di tutti i rischi che possano essere presenti nell'area di lavoro (compresi quelli legati ai precedenti utilizzi). È previsto che tale attività debba essere svolta per un periodo sufficiente e adeguato allo scopo della medesima e, comunque, non inferiore a un giorno. Il datore di lavoro committente dovrà poi individuare un proprio rappresentante, adeguatamente formato, addestrato ed edotto di tutti i rischi dell'ambiente in cui debba svolgersi l'attività dell'impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi, che vigili sulle attività che in tali contesti si realizzino. Infine, durante tutte le fasi delle lavorazioni in ambienti sospetti di inquinamento o «confinati» deve essere adottata ed efficacemente attuata una procedura di lavoro specificamente diretta a eliminare o ridurre al minimo i rischi propri di tali attività. Tali procedure potranno anche essere le buone prassi, in corso di approvazione da parte della Commissione consultiva per la salute e sicurezza sul lavoro.

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