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Cassa geometri, cala il saldo previdenziale

del 03/08/2011
di: Antonio G. Paladino
Cassa geometri, cala il saldo previdenziale
Cassa geometri, le ottime performance degli impieghi mobiliari compensano la diminuzione del saldo previdenziale 2010.

È quanto si rileva dalla lettura della relazione n. 64 depositata il 2 agosto, con cui la sezione centrale di controllo sugli enti della Corte dei conti, ha reso noto il risultato sulla gestione 2010 della Cassa di previdenza guidata da Fausto Amadasi.

Sul versante dei numeri, l'analisi delle risultanze economiche e patrimoniali della Cassa, evidenzia la sussistenza di un avanzo economico (68.683 mgl/), cui corrisponde un incremento della consistenza del patrimonio netto. Nel 2010, però, sussistono, a detta dei magistrati contabili, due fattori «che concorrono a determinare minori utili rispetto al consuntivo 2009». Il primo è costituito dal saldo tra entrate contributive e prestazioni, che si mostra in decisa flessione, passando dai 66,3 milioni del 2009 ai 25,1 del 2010. Il secondo fattore, di segno diametralmente opposto, è costituito dall'andamento, che si mantiene positivo, della gestione degli impieghi patrimoniali e che compensa almeno in parte la diminuzione del saldo della gestione previdenziale. Se, infatti, i redditi e proventi da immobili presentano variazioni di scarso rilievo, la gestione degli impieghi mobiliari e finanziari, che nel 2009 aveva registrato ricavi per 22,8 milioni, vede nel 2010 un incremento di 25,3 milioni, con un risultato complessivo di 48,2 milioni. Per la Corte, un'attenzione particolare va dedicata agli indici che rappresentano l'andamento delle prestazioni istituzionali in rapporto al numero degli iscritti e alle entrate contributive, definiti importanti ai fini dell'equilibrio economico-finanziario della Cassa.

In termini numerici, il rapporto tra iscritti e pensionati passa da 3,71 del 2009 a 3,63 del 2010. Ciò per l'effetto congiunto del modesto incremento del numero degli iscritti (+0,5% rispetto al 2009) e di un tasso di crescita del numero dei pensionati che, tra il 2009 e il 2010, aumenta del 2,79%. Il rapporto tra entrate contributive e pensioni, d'altro canto, passa dall'1,13 del 2008 e del 2009, all'1,03 del 2010; aumenta nel periodo considerato del 13,41 per cento l'onere per le pensioni Ivs (dai 329 milioni del 2008, ai 373 milioni del 2010), mentre le corrispondenti entrate contributive si incrementano del 3% (dai 373 milioni del 2008, ai 384 milioni del 2010). Un dato confortante, peraltro, è rappresentato dall'andamento, riferito all'ultimo quinquennio, delle pensioni di vecchiaia che mostrano una sostanziale stabilizzazione, con la progressiva diminuzione del loro tasso di aumento e della relativa spesa.

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