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Urge intervenire sul cda Enasarco

del 02/08/2011
di: La Redazione
Urge intervenire sul cda Enasarco
Riportiamo di seguito l'interrogazione a risposta scritta n. 4/05709 (Mancata convocazione della Cisal Federagenti per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Enasarco), presentata lo scorso 28 luglio presentata dal senatore Rosario Giorgio Costa (Pdl) al ministro del lavoro e delle politiche sociali Maurizio Sacconi

«Premesso che:

la fondazione Enasarco è l'ente di previdenza integrativo obbligatorio degli agenti e rappresentanti di commercio;

la vigilanza su detto ente è esercitata dai ministeri dell'economia e del lavoro (art. 3, comma 1, del decreto legislativo n. 509 del 1994);

nei mesi scorsi è stata avviata la procedura di rinnovo del consiglio di amministrazione, mentre il collegio sindacale scadrà tra circa due anni;

il vigente statuto della fondazione prevede che il consiglio di amministrazione sia rinnovato ogni quattro anni e sia composto di 13 membri di cui uno designato dal ministro del lavoro, 4 designati dalle ditte proponenti e 8 dalle associazioni sindacali degli agenti e rappresentanti di commercio riconosciute maggiormente rappresentative con decreto del ministro del lavoro;

l'art. 8 dello statuto Enasarco stabilisce che il consiglio di amministrazione è composto da: otto rappresentanti degli agenti e rappresentanti di commercio, siano essi attivi o pensionati, nominati con le procedure che il consiglio di amministrazione della Fondazione regolamenta in attuazione degli indirizzi di cui all'art. 1, comma 2, dello statuto stesso; quattro rappresentanti dei preponenti, designati dalle confederazioni datoriali firmatarie degli accordi economici collettivi e maggiormente rappresentative a carattere nazionale; un rappresentante del ministero del lavoro, designato dal ministro. Sei mesi prima della scadenza dell'organo, il presidente chiede al ministro l'individuazione delle associazioni maggiormente rappresentative su base nazionale; ricevuta la comunicazione del ministero, il presidente invita le associazioni come sopra individuate a designare i propri rappresentanti nel termine di sessanta giorni dal ricevimento di tale richiesta. Analogo invito il presidente rivolge per la nomina del rappresentante ministeriale. Ove il termine di cui al comma 2 trascorra inutilmente, il presidente, in applicazione dell'articolo 25, comma 1, del codice civile, chiede al ministero del lavoro e delle politiche sociali di provvedere direttamente alla indicazione dei rappresentanti dell'associazione che non abbia provveduto alla designazione»;

a quanto risulta all'interrogante, il 20 luglio 2011 è stato rinnovato il consiglio di amministrazione e il presidente ha inspiegabilmente omesso la convocazione della Cisal Federagenti (una delle 8 associazioni che il ministero del lavoro ha indicato come maggiormente rappresentative), sconfessando la comunicazione ministeriale e contravvenendo alle norme statutarie e di legge,

l'interrogante chiede di sapere se non si ritenga opportuno intervenire con urgenza facendo sì che le indicazioni del ministero, cui la legge demanda l'individuazione delle associazioni maggiormente rappresentative, siano rispettate soprattutto attraverso un'equa ripartizione dei posti e attraverso la nomina di amministratori in possesso dei requisiti previsti dallo statuto».

In proposito la Cisal Federagenti ha chiesto l'immediato intervento delle istituzioni competenti per ottenere il rispetto della legalità e dello statuto, soprattutto in un momento assai delicato per i 400 mila iscritti, il cui futuro previdenziale è a rischio a causa di un sistema di gestione che, secondo la relazione dell'ex commissario straordinario Giovanni Pollastrini, sembrerebbe verticistico, autoreferenziale e da sempre più interessato alla gestione del patrimonio immobiliare che a quella della previdenza.

Sempre in ordine alle problematiche connesse alle procedure di rinnovo del cda Enasarco, l'Ugifai, altra associazione di categoria presieduta dall'ex membro del cda Enasarco Carlo Massaro, in una lettera indirizzata lo scorso 15 luglio al direttore generale delle politiche previdenziali del ministero del lavoro Edoardo Gambacciani lamenta «il clima di mistero e nel contempo di inspiegabile disinformazione che ha avvolto negli ultimi tempi le fasi di ricostituzione del cda Enasarco». La stessa associazione sottolinea come l'Accordo programmatico della Fondazione Enasarco sottoscritto dalle parti sociali dinanzi al ministero del lavoro nel 2007 (all'indomani del commissariamento) sia stato tradito nella parte in cui si assumeva come prioritario l'obiettivo del «riassetto della governance della Fondazione, con particolare riferimento agli aspetti connessi alla rappresentanza delle parti sociali e ai meccanismi di nomina del consiglio di amministrazione, disciplinati dallo Statuto attualmente in vigore redatto a seguito della privatizzazione avvenuta nel 1997». Infatti, prosegue la lettera, «non vediamo come sia possibile, allo stato, che l'organo di gestione della Fondazione continui ad annoverare “presenze” certamente forti da punto di vista politico/sindacale ma che con la categoria non hanno nulla a che fare, mentre restino fuori le rappresentanze reali, per quanto scomode e politicamente poco accreditate, degli agenti di commercio. È così che è possibile che a «rappresentare» gli agenti di commercio (...) siano sindacati dei lavoratori dipendenti che nulla possono dire in materia e che, addirittura, a presiedere la Fondazione sia un rappresentante della Uil, con fior di quadri sindacali degli agenti, dotati di professionalità consolidata e di carisma riconosciuto sulla categoria, costretti a rimanere fuori o ai margini delle decisioni dell'ente di «proprietà» degli agenti di commercio».

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