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Contratti ad assetto variabile

del 02/08/2011
di: di Roberto Lenzi
Contratti ad assetto variabile
Immobili ammissibili per un valore pari al 40% del costo di investimento nel caso di progetti industriali, ammissibili al 70% se i richiedenti sono imprese turistiche o commerciali. Le imprese che ottengono contributi oltre i 7,5 mln di euro e le grandi imprese devono dimostrare l'effetto incentivante del contributo pubblico. Ammissibili anche le spese in leasing per gli investimenti in macchinari. In dubbio, invece, le spese per la locazione finanziaria di immobili, in quanto la norma prevede esclusione per i contratti di durata eccedente gli otto anni. Le domande saranno analizzate secondo l'ordine cronologico di arrivo. Questo si evince da una prima lettura della circolare del ministero dello sviluppo economico n. 21364 pubblicata sulla G.U. del 28 luglio, relativa ai «contratti di sviluppo» istituiti con dm 24 dicembre 2010 n. 300. Le spese ammissibili cambiano a seconda se riferite alla parte relativa agli investimenti produttivi o alla parte di ricerca, sviluppo e formazione.

Investimenti industriali. Rientrano le spese relative al suolo aziendale e sue sistemazioni con un massimo del 10% sul valore del progetto. Le opere murarie e assimilate sono ammissibili con alcune limitazioni che cambiano a seconda del tipo di richiedente. Se industria, sono ammissibili nella misura massima del 40% dell'importo complessivo degli investimenti ammissibili, se imprese turistiche o commerciali le opere murarie sono ammissibili nella misura massima del 70% dell'importo. Sono inoltre ammissibili le infrastrutture specifiche aziendali, i macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica, i programmi informatici, i brevetti, le licenze. Sono ammissibili anche le spese per il i know-how e conoscenze tecniche non brevettate se concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, per la parte in cui sono utilizzati per l'attività svolta nell'unità produttiva interessata dal progetto. La Circolare prevede alcune limitazioni per le grandi imprese. Le spese, per essere considerate ammissibili a rendicontazione, devono essere sostenute esclusivamente a mezzo bonifico bancario.

Investimenti in ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Con riferimento alle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale di cui al Titolo IV del decreto del 24 settembre 2010, sono agevolabili i costi inerenti al personale, limitatamente a ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario; gli strumenti e le attrezzature di nuova acquisizione, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca e sviluppo, nel limite delle quote di ammortamento fiscali ordinarie; i servizi di consulenza e altri servizi utilizzati per l'attività del progetto, inclusa l'acquisizione dei risultati di ricerca, di brevetti e di know-how, di diritti di licenza. Poi, come in tutti i programmi di ricerca, rientrano le spese generali imputabili al progetto di ricerca e sviluppo, in misura non superiore al 30% dell'importo dei costi relativi al personale e i materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto di ricerca e sviluppo.

L'acquisto in leasing. Nel caso di acquisti tramite locazione finanziaria, ai fini dell' ammissibilità delle spese, la situazione è abbastanza articolata. Nel caso di acquisto in leasing di macchinari, impianti e attrezzature, il relativo contratto deve prevedere, alla sua scadenza, l'obbligo di riscatto dei beni. Per quanto riguarda l'acquisizione in leasing di terreni e fabbricati, il relativo contratto deve prevedere il proseguimento della locazione per almeno cinque anni, ovvero tre anni per le pmi, a decorrere dalla data prevista di ultimazione del programma di investimento. La circolare specifica però in un altro passo che il contratto di leasing deve avere una durata non superiore a otto anni, ovvero cinque se l'operazione di locazione finanziaria ha ad oggetto solo macchinari, impianti ed attrezzature. Questo non collima con la attuale normativa fiscale italiana che di norma prevede, in caso di immobili, una durata minima pari a 18 anni. Il relativo contributo viene concesso nell'arco di durata del contratto di leasing in ragione delle rate di leasing pagate e quietanzate.

La presentazione delle domande. Le domande, la cui presentazione avviene in due fasi, devono essere redatte secondo lo schema che sarà reso disponibile sui siti internet del Mise e dell'Agenzia e dovranno essere completate degli allegati previsti dalla circolare. Dovranno essere inviate all'Agenzia Nazionale per l'Attrazione degli Investimenti e lo Sviluppo d'Impresa Spa - Segreteria B U Impresa Via Calabria, 46 - 00187 Roma in formato cartaceo e in copia elettronica registrata su adeguato supporto informatico. Il solo modulo di domanda scansionato, sottoscritto dai legali rappresentanti delle imprese richiedenti, dovrà essere preventivamente trasmesso all'indirizzo di posta elettronica contrattidisviluppo@invitalia.it. Entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione circa il positivo esito della fase di negoziazione, l'impresa dovrà provvedere all'invio di una nuova domanda con relativi allegati.

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