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Revisori, formazione agli Ordini

del 02/08/2011
di: di Luciano De Angelis
Revisori, formazione agli Ordini
Formazione gestita dall'ordine professionale valida anche ai fini della revisione legale, accesso diretto al registro dei revisori per chi sosterrà l'esame di stato dei dottori commercialisti, mantenimento della iscrizione nella sezione «revisori attivi del registro» anche per chi collabora con revisori persone fisiche e percorso di formazione per i tirocinanti perseguibile anche con esami universitari d'area. Sono alcune delle richieste del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili in rappresentanza dei 2/3 degli iscritti al registro dei revisori legali al Mef (percentuale che salirebbe fra l'80 e il 90% se si considerassero i soli revisori legali «attivi»). Le osservazioni sui decreti attuativi del dlgs 39/2010 riguardano le bozze dei primi sei regolamenti in consultazione sul sito della Ragioneria generale dello Stato fino allo scorso 31 luglio.

Regolamento sulla formazione continua. A riguardo il Cndcec evidenzia come fra gli enti formatori oltre al Mef e a enti pubblici o privati (dotati di struttura e dimensioni adeguate alla natura dell'attività e alle modalità di svolgimento della formazione), dovrebbero rientrare a pieno titolo anche gli Ordini professionali in quanto soggetti istituzionali vigilati e già responsabili della formazione degli iscritti in virtù di specifiche disposizioni di legge. In merito ai requisiti dimensionali minimali degli enti e delle società, a cui la formazione può essere delegata si ritiene, poi, da emendare la previsione secondo cui dette strutture debbano avere almeno un numero di dipendenti non inferiore a cinque unità. Non è infatti il numero dei dipendenti della società formatrice, né l'obbligo di assumere propri collaboratori con contratto di lavoro dipendente, secondo il Consiglio nazionale, a qualificare gli enti formatori, quanto la loro capacità di reperire un numero adeguato di docenti dotati di specifica competenza e di avere a disposizione un idoneo numero di persone a cui possano essere affidate funzioni di staff/segreteria. Tale funzione potrebbe quindi essere espletata anche da enti o società che abbiano due soli addetti. Molta attenzione viene inoltre dedicata ai docenti, chiedendo di escludere la categoria dei non meglio definiti «Esperti in materia contabile» e di prevedere una idonea qualificazione per i dipendenti pubblici. In merito ai soggetti legittimati a erogare la formazione viene richiesto di considerare equivalente alla formazione svolta presso le società di revisione quella svolta presso revisori legali persone fisiche dotati di idonea struttura e soprattutto di considerare valida, ai fini della formazione dei revisori, l'attività formativa a cui attualmente sono obbligati tutti gli iscritti all'albo dei dottori commercialisti. A riguardo viene ricordato come «... per la professione di dottore commercialista ed esperto contabile è, infatti, già fissato un obbligo formativo che impone nel triennio l'acquisizione di un numero di Cfp più elevato (90 Cfp) rispetto a quello richiesto dal regolamento per i revisori legali e che abbraccia un ventaglio di materie più ampie di quelle richieste per l'espletamento della revisione legale». Ai fini dell'equivalenza con la formazione prevista per i revisori dovrà, ovviamente, essere attribuito valore ai soli eventi formativi aventi ad oggetto le materie connesse alla revisione di cui all'art. 4, comma 2 del dlgs 39/2010. Infine, viene evidenziato che le sanzioni disciplinari applicabili non possono esulare da quelle contemplate dall'art. 24 del dlgs 39/2010.

Iscrizione alla sezione dei revisori attivi anche per collaboratori dei revisori. In relazione al fatto che per i «collaboratori delle società di revisione» è ammissibile la permanenza nella sezione attivi, si ritiene necessario prevedere la permanenza in tale sezione anche per coloro che abbiano collaborato ad incarichi svolti da revisori legali «persone fisiche».

Iscrizione al registro: equipollenza fra esame dei revisori legali e quello per dottori commercialisti. L'art. 4, comma 4, dlgs 39/2010 prevede che con apposito regolamento del ministro della giustizia vengano individuati i casi di equipollenza fra l'esame di idoneità professionale per revisore e gli esami di Stato per l'abilitazione all'esercizio di professioni regolamentate e le eventuali integrazioni richieste. Nelle osservazioni si ritiene che le materie previste per gli esami di stato dei dottori commercialisti cui agli articoli 46 e 47 del dlgs 139/2005, debbano considerarsi equipollenti a quelle previste dall'art. 4, dlgs 39/2010, in quanto presentano analogo contenuto sostanziale. Il fatto che il percorso di studi dei dottori commercialisti debba garantire una specifica formazione nelle materie di cui all'art. 4 del dlgs 39/2010, è peraltro espressamente contemplato nella convenzione stipulata lo scorso 13 ottobre 2010 fra Cndcec e ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

Revoca, dimissioni dell'incarico e risoluzione del contratto. Nella parte più «tecnica» delle osservazioni si evidenzia, in primo luogo, che la giusta causa di dimissioni oltre che per nelle situazioni contemplate nella prima bozza di regolamento dovrebbe evincersi anche nel caso di impossibilità ad acquisire elementi probativi appropriati e sufficienti a svolgere la revisione, per violazioni di leggi e regolamenti e nel caso di frodi imputabili alla società revisionata. Di contro, il mancato pagamento del compenso legittimerebbe le dimissione se l'erogazione dello stesso non avvenisse entro l'esercizio successivo a quello a cui si riferisce la revisione per cui è stata rilasciata la relazione. Le dimissioni, inoltre, secondo il Cndcec, non dovrebbero essere poste all'esame dell'assemblea per l'eventuale accettazione, in quanto esse rappresentano un atto unilaterale recettizio, e sono efficaci dal momento in cui vengono ricevute dal destinatario, anche se produrranno effetti a partire dalla nuova nomina.

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