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Medici in corsia con la sola laurea

del 29/07/2011
di: di Benedetta Pacelli
Medici in corsia con la sola laurea
Camici bianchi laureati e abilitati. Al termine dei sei anni di studio universitario, infatti, gli aspiranti medici avranno in tasca una laurea abilitante. Perché, contestualmente alla seduta di esame di laurea svolgeranno anche la prova di abilitazione, così come già avviene per la professione infermieristica. È solo uno dei passaggi contenuti nella riforma del percorso di studi delle facoltà di medicina annunciata ieri dai ministri della salute Ferruccio Fazio e da quello dell'università Mariastella Gelmini. Un passaggio delicato che, proprio per questo, richiederà «una revisione e una condivisione con l'ordine dei medici», ma anche un confronto in sede europea, in modo da garantire l'uniformità delle scelte. Si tratta, comunque, solo di una delle novità che, come spiegano i due ministri, consentirà ai giovani di entrare nel mondo del lavoro prima dei trent'anni e con un risparmio di tempo pari a tre anni e mezzo. Il restyling, infatti, seppure confermando la durata del percorso di laurea in sei anni, darà la possibilità di svolgere il tirocinio valutativo di tre mesi, che oggi si effettua dopo la laurea, negli anni del percorso universitario. Ma non solo, perché per ridurre ulteriormente il periodo di formazione la sforbiciata andrà a colpire anche le scuole di specializzazione. La durata di questi corsi, infatti, verrà avvicinata a quella europea: le specialità chirurgiche passeranno da 6 a 5 anni, quelle mediche da 5 a 4 anni o 3 per alcune aree particolari. Novità anche sul tema del dottorato: durante la specializzazione sarà consentito, nell'ultimo anno, di svolgere contemporaneamente anche il terzo livello della formazione accademica. Saranno inoltre definiti, d'intesa con il Consiglio universitario nazionale, ordinamenti delle scuole che prevedano una maggiore partecipazione degli specializzandi all'attività professionale, con un modello 2+2 o 3+2, con una prima metà di formazione più teorica, seguita da una seconda metà dedicata all'attività diretta dello specializzando. In pratica, dopo due o tre anni di specializzazione. In questo modo si dovrebbe consentire al medico in formazione di accorciare ulteriormente il percorso di studi ed entrare nel mondo del lavoro più rapidamente, come accade all'estero, iniziando concretamente a lavorare all'interno dell'ospedale cosa che oggi non può fare. Quanto ai tempi per l'entrata in vigore delle nuove regole saranno necessari diversi provvedimenti: una legge per l'esame di Stato incorporato con quello di laurea, un decreto ministeriale per la riduzione dei tempi della specializzazione previo passaggio in conferenza Stato-Regioni, mentre l'utilizzo dei medici specializzandi con i contratti dovrà anche esso avere una concertazione Stato-Regioni, e come ha spiegato Fazio verrà «verosimilmente inserito come emendamento nel ddl sulla sperimentazione clinica che dovrebbe andare in aula alla Camera a settembre».
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