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Studi, antiriciclaggio alleggerito

del 28/07/2011
di: di Luciano De Angelis
Studi, antiriciclaggio alleggerito
No all'adeguata verifica ed alla registrazione per incarichi relativi alla mediazione, incombenze invece, richieste ai sindaci-revisori per i quali tuttavia viene prevista una adeguata verifica «parziale». Gli obblighi di registrazione non riguardano il «Titolare effettivo», che tuttavia dovrà sempre essere evidenziato dai clienti dello studio.

Nessun obbligo, invece, di identificare la società fiduciaria ed i fiducianti sussiste nel caso in cui la stessa abbia matrice bancaria.

Sono le principali novità introdotte dalla Commissione Antiriciclaggio, ed approvate ieri dal Cndcec sulle linee guida per l'adeguata verifica della clientela, che tiene conto delle ultime disposizioni normative e della più recente prassi ministeriale.

Mediazione

Il dlgs 28/2010, modificando l'art. 10 del dlgs 231/2007, ha aggiunto la mediazione all'elenco delle attività che comportano l'insorgere degli obblighi antiriciclaggio in capo ai destinatari della normativa. Purtuttavia, lo stesso articolo 10, nella versione emendata, individua una sorta di «zona franca» dagli adempimenti in commento laddove esclude espressamente gli obblighi di identificazione e registrazione e quindi quelli di adeguata verifica. Quanto sopra non esclude, tuttavia «tout court» l'attività di mediazione dagli obblighi antiriciclaggio per il professionista che dovrà, quindi, focalizzare la propria attenzione sugli altri adempimenti in materia, quali la segnalazione di operazioni sospette e di presunto finanziamento al terrorismo nonché le violazioni all'uso del contante e titoli al portatore.

Revisori

Mentre agli obblighi antiriciclaggio non sono chiamati i sindaci delegati unicamente alle verifiche ex art. 2403 c.c., diversa è la posizione dei membri del collegio sindacale a cui, nelle società di diritto comune, vengano delegate anche funzioni di controllo legale dei conti.

In questi casi, infatti, le novellate linee guida (in conformità peraltro alla Circ. 15 marzo 2010, n. 16 dell'Istituto di Ricerca dei dottori commercialisti ricorda che:

1) l'adeguata verifica dovrà essere posta in essere individualmente da ciascun componente l'organo collegiale (sul tema si veda anche la circolare Cndcec par. 3.3).

2) la valutazione del rischio e le altre incombenze in tema di adeguata verifica dovranno essere svolte in almeno una circostanza durante il mandato triennale (salvo ipotesi di mutamenti di situazioni nel corso del triennio come, ad esempio, la modifica della compagine societaria);

3) l'adeguata verifica dovrà essere svolta secondo le indicazioni contenute nelle apposite «linee guida» del Cndcec. In particolare, il revisore non dovrà compilare la tabella inerente gli «Aspetti connessi all'operazione» (lettera B), attesa la tipologia dei dati richiesti nella stessa. Ne consegue che in relazione a dette prestazioni dovranno considerarsi esclusivamente gli «Aspetti connessi al cliente» (tabella A).

Ciascun sindaco/revisore sarà altresì chiamato alla registrazione dei dati nel proprio archivio antiriciclaggio e all'eventuale segnalazione di operazioni sospette.

L'adeguata verifica semplificata: le società fiduciarie

Il dlgs 13 agosto 2010, n. 141 ha determinato rilevanti modifiche al titolo VI del Testo unico bancario (decreto legislativo n. 385 del 1993) in merito alla disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi. Tali modifiche hanno avuto riflessi anche in merito alle situazioni che possono ingenerare una adeguata verifica di tipo semplificato. La più rilevante riguarda le società fiduciarie che vengono suddivise in due distinte categorie. Le società fiduciarie di cui all'art. 199 t.u.f. (si tratta delle società fiduciarie che svolgono attività di custodia e amministrazione di valori mobiliari, controllate direttamente o indirettamente da una banca o da un intermediario finanziario, nonché quelle che hanno adottato la forma di società per azioni e che hanno capitale versato di ammontare non inferiore a 240.000 euro). Tali fiduciarie, saranno iscritte in una sezione separata dell'albo previsto dall'art.106 t.u.b. Gli obblighi semplificati di adeguata verifica della clientela troveranno applicazione nei confronti di tali società quando entreranno in vigore i provvedimenti attuativi del dlgs 141/2010. Nel momento in cui troveranno applicazione gli obblighi semplificati di adeguata verifica della clientela, il professionista non sarà tenuto né ad identificare la società fiduciaria cliente, né i titolari effettivi per conto dei quali essa opera.

Ovviamente, le fiduciarie che non rientreranno fra quelle dianzi evidenziate faranno parte delle società sottoposte ad adeguata verifica ordinaria. In questi casi, il professionista è tenuto ad espletare le procedure di identificazione, sia nei confronti della fiduciaria come soggetto diverso dalla persona fisica, sia nei confronti del titolare effettivo per conto del quale essa compie operazioni.

Titolare effettivo

Ulteriore precisazione apportata con le modifiche alle linee guida concerne l'identificazione del titolare effettivo. In primo luogo, si precisa che in presenza di soggetto titolare di una quota superiore al 50% del capitale della società, anche se un secondo soggetto abbia una partecipazione superiore al 25% del capitale della medesima, il titolare effettivo dovrà essere ricercato esclusivamente con riferimento al primo. In secondo luogo, prendendo spunto dalle risposte fornite dal Mef, nella videoconferenza di ItaliaOggi del 20/5/2010, in assenza del regolamento di cui all'art. 38 co.7 del dlgs 231/07, i dati del titolare effettivo non devono essere registrati ma solo conservati nel fascicolo del cliente.

Operazioni con società aventi sede nei paesi a rischio di riciclaggio

Il dl 78/2010 ha inserito nel dlgs 231/07 i commi 7-bis, 7-ter e 7-quater all'art. 28, che impongono al professionista di astenersi dall'eseguire nuove prestazioni professionali e porre fine alle prestazioni già in essere di cui siano direttamente o indirettamente parte società fiduciarie, trust, società anonime o controllate attraverso azioni al portatore aventi sede nei Paesi a rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo individuati con decreto del Mef, sentito il Comitato di Sicurezza Finanziaria. Nell'elenco del Mef, inoltre, potranno essere inseriti anche paesi mancanti di un adeguato scambio di informazioni, anche fiscale. Le linee guida ricordano, a riguardo, come l'obbligo di astensione operi anche nei confronti delle ulteriori entità giuridiche diverse da quelle elencate, aventi sede in tali Paesi, nel caso in cui il professionista non sia in grado di identificare il titolare effettivo e verificarne l'identità.

Rapporti con i criteri di valutazione delle operazioni da segnalare

Tenuto conto che una delle finalità dell'adeguata verifica della clientela è quella di agevolare l'individuazione delle eventuali operazioni da segnalare, le nuove linee guida evidenziano che ulteriori indicazioni sulle modalità di esplicazione del «controllo costante» possono essere tratte dell'analisi del dm 16/04/2010 con il quale il Ministero della Giustizia ha fornito l'elenco degli indicatori di anomalia utilizzabili dai professionisti ed ha altresì specificato le modalità necessarie per una corretta valutazione dell'operazione al fine della segnalazione.

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