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Dogane senza fretta

del 28/07/2011
di: di Sandro Zuliani
Dogane senza fretta
Le innovazioni alla disciplina dei depositi Iva introdotte dalla legge n. 106/2011 saranno applicabili dal 12 settembre 2011. Ciò in ottemperanza alla previsione generale dello statuto del contribuente sulla decorrenza delle modifiche alle leggi tributarie. È quanto ha chiarito l'Agenzia delle dogane con una nota del 20 luglio scorso, prot. n. 86094. Il documento della direzione centrale gestione tributi, nel fare riserva di emanare successivi indirizzi operativi su tutte le modifiche apportate all'art. 50-bis del dl 331/93 all'atto della conversione in legge del dl 70/2011 (decreto sviluppo) ad opera della citata legge 106, osserva infatti che la decorrenza delle disposizioni che introducono nuovi adempimenti rispetto a quelli precedenti, sostanzialmente riconducibili alle modalità di gestione della garanzia, soggiace al principio sancito dall'art. 3, comma 2, della legge n. 212/2000, che ne fissa la decorrenza al sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del provvedimento modificativo. Considerato, quindi, che la legge 106 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 12 luglio 2011, le innovazioni saranno operative, appunto, il 12 settembre prossimo.

Fin qui la nota dell'agenzia delle dogane. Per quanto riguarda il contenuto delle modifiche, oltre ad alcuni interventi di coordinamento normativo, occorre ricordare che è stato anzitutto integrato il comma 4, lettera b), dell'art. 50-bis, prevedendo espressamente, nell'ambito della disciplina dei depositi Iva, che l'operazione di immissione in libera pratica in sospensione d'imposta dei beni provenienti da paesi terzi è effettuata «previa prestazione di idonea garanzia commisurata all'imposta». La garanzia, tuttavia, non è dovuta dai soggetti «certificati ai sensi dell'articolo 14-bis del regolamento (CEE) n. 2454/93», ossia i soggetti in possesso dello status di operatore economico autorizzato, nonché dai soggetti esonerati da tale obbligo ai sensi dell'art. 90 del testo unico delle leggi doganali (dpr 43/1973).

In secondo luogo, mediante l'inserimento di un nuovo periodo al comma 6 dell'art. 50-bis, è stato stabilito che fino all'integrazione delle informazioni delle banche dati delle agenzie fiscali, il soggetto che procede all'estrazione dei beni dal deposito deve comunicare al gestore anche i dati relativi alla liquidazione dell'Iva effettuata ai sensi dello stesso comma 6, anche ai fini dello svincolo della predetta garanzia. Nell'applicazione di questa nuova disposizione, naturalmente, si dovrà tenere conto che l'imposta non va liquidata nel caso in cui l'operazione di estrazione non comporti l'applicazione del tributo (ad esempio, se i beni estratti formano oggetto di cessione intracomunitaria o di esportazione). Le modalità di integrazione telematica dovranno essere stabilite con un provvedimento congiunto dei direttori dell'agenzia delle dogane e delle entrate. Correlativamente, è stato infine previsto che il gestore del deposito deve conservare anche la comunicazione relativa alla liquidazione dell'Iva effettuata dal soggetto che provvede all'estrazione.

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