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Revisione legale, scenario confuso

del 27/07/2011
di: La Redazione
Revisione legale, scenario confuso
Quadro a tinte fosche per i commercialisti in tema di revisione legale. Sono non pochi gli elementi che gettano preoccupazione fra quelli che emergono dagli schemi dei decreti ministeriali di attuazione del dlgs n. 39 del 27 gennaio 2010, concernente, appunto, la revisione legale. Lo scenario che si prospetta dalle bozze dei primi dei 20 regolamenti attuativi chiamati a rendere operativo il dlgs n. 39, pubblicati sul sito della Ragioneria generale dello stato per essere sottoposte a pubblica consultazione, rischia di essere fortemente penalizzante per l'intera categoria dei commercialisti. Si tratta di un'architettura vasta e articolata sulla quale vale la pena soffermarsi con attenzione. I dati che provocano maggiore preoccupazione riguardano quegli elementi che di fatto sembrano gettare le basi della «nuova professione» di revisore legale. Questo tema, tenuto conto dell'estrema rilevanza, ha condotto l'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Roma alla costituzione di un'apposita commissione, varata nel Consiglio del 25 luglio scorso. Sia rispetto alle modalità costitutive ed esplicative del Registro unico presso il Ministero dell'economia, sia per quanto riguarda l'aggiornamento professionale e la regolamentazione del tirocinio, appare evidente che le legittime istanze della categoria dei commercialisti sono state disattese. Si tratta, come appare evidente, di una seria penalizzazione poiché quella della «revisione», come spiega il presidente dell'Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili di Roma, Gerardo Longobardi, «resta una delle ultime attività qualificanti per i commercialisti». Restano da comprendere altri problemi cruciali come la futura gestione del registro, della formazione e del controllo di qualità, posto che il Mef si dovrà affidare a società o enti per lo stesso. La legge non chiarisce bene i criteri per l'affidamento e non tiene conto dell'esperienza positiva che si è concretizzata dal 2006 da quando il Registro è stato affidato ai commercialisti con un successo di efficienza e funzionalità.

La questione centrale resta quella dell'appartenenza dell'attività di revisore legale alla categoria dei commercialisti con il rischio che la richiesta di un esame specifico trasformi questa tradizionale vocazione dei commercialisti in una professione distinta. Questa impropria prospettiva emerge dall'impianto della bozza del «decreto accesso», laddove si definiscono i requisiti per l'iscrizione delle persone fisiche al Registro dei revisori legali, affermando, in definitiva, che la revisione legale può essere esercitata solo dagli iscritti in un registro ad hoc e che ad esso vi accedono di diritto quanti già sono negli elenchi esistenti ed altri che, in possesso dei requisiti richiesti, dovranno sostenere un apposito esame. Non è difficile comprendere che l'intera professione dei commercialisti perde un pezzo importante della sua specificità qualitativa che finisce in un magma più vasto. «La questione è di una tale rilevanza», ha concluso il presidente Longobardi, «che essa deve costituire oggetto di una strategia di difesa e tutela da parte del Consiglio nazionale».

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