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La Cisl: negli ultimi tre anni persi 508 mila posti di lavoro

del 26/07/2011
di: Simona D'Alessio
La Cisl: negli ultimi tre anni persi 508 mila posti di lavoro
Nel 2010, la produzione industriale in Italia ha rialzato la testa, con una crescita del 6,4%, a fronte del pesante tonfo del 18,8% dell'anno precedente. Ma la ripresa non ha interessato tutti i comparti: il manifatturiero nel suo complesso, ad esempio, in media ha recuperato il 6,8% però, analizzando tutti i segmenti, se si è arrivati ad un +16,2% nella fabbricazione di macchinari e attrezzature, ci si è fermati a un solo punto percentuale di aumento nel comparto di legno, carta e stampa. E, nel corso di tre anni, sono andati in fumo poco meno di 508 mila posti di lavoro. Il quadro dipinto dall'VIII rapporto sull'industria della Cisl, presentato ieri a Roma, ha rivelato che, come ha evidenziato il segretario confederale Luigi Sbarra, «l'apparente stagnazione è in realtà una combinazione di settori che crescono, e di altri che arretrano», mentre «la domanda estera» si è confermata traino della nostra economia. Significativa è stata, poi, la riduzione dei livelli occupazionali: al confronto con il terzo trimestre 2008, nei primi tre mesi dell'anno in corso, infatti, l'industria manifatturiera ha perso il 7,2% dei posti, pari a 363 mila unità, di cui 273 mila lavoratori dipendenti; nelle costruzioni il tasso ha cominciato a calare in ritardo rispetto alla manifattura, tuttavia, nello stesso periodo, la discesa è stata identica (-7,2%), pari a 145 mila persone, per un totale di 507.800 occupati in meno in un triennio. Il sindacato di via Po, inoltre, ha calcolato che nel 2010 la forza lavoro che ha dovuto far ricorso alla cassa integrazione, anche se necessariamente a zero ore, dovrebbe aver raggiunto la cifra di 400mila; in più, a giugno di quest'anno, tenendo conto di un tiraggio pari al 38%, gli interventi dovrebbero riguardare indicativamente 130mila lavoratori, ma effettivamente se ne stimano circa 260mila, di cui almeno 174 mila con prospettive occupazionali incerte. È necessaria una terapia più efficace, secondo la Cisl, per rimettere in moto i processi produttivi, e si potrebbe partire dal recupero dei fondi strutturali e delle risorse messe a disposizione sotto forma di agevolazioni sia nazionali, sia regionali; per Sbarra vi sarebbero «120-130 strumenti normativi in materia di incentivi, ma solo cinque o sei sono davvero finanziati, e vanno rivisitati».

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