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Assunzioni: dati sensibili solo se indispensabili

del 23/07/2011
di: di Antonio Ciccia
Assunzioni: dati sensibili solo se indispensabili
Test per l'assunzione senza dati sensibili o comunque senza dati superflui. Il questionario sottoposto ai candidati non deve indagare su aspetti privati e delicati del tutto estranei alla valutazione della idoneità a svolgere le mansioni. Altrimenti si viola lo Statuto dei Lavoratori, la legge Biagi e il codice della privacy, rischiando sanzioni amministrative, penali e anche l'obbligo di risarcire i danni morali. Questo il principio affermato dal Garante della privacy, che con un suo provvedimento ha dichiarato illecito il trattamento di dati effettuato dall'Aler (Azienda lombarda per l'edilizia residenziale) di Brescia con un questionario somministrato ai candidati che partecipavano alla selezione per il reclutamento di un dirigente tecnico. La stessa sorte è toccata alla Cispel Lombardia Services Srl in relazione al trattamento dei dati per la selezione e alla psicologa incaricata della raccolta dei profili. Questo significa che tutti rischiano sanzioni amministrative. Peraltro il garante ha dato comunicazione della vicenda anche all'autorità giudiziaria per i profili penalistici di violazione delle norme dello statuto dei lavoratori. Da subito comunque i test sono stati bloccati e non è possibile usare i dati personali. In sostanza la selezione è stata azzerata e i soggetti che hanno partecipato alla raccolta dei dati sono esposti a pesanti responsabilità. Tra l'altro aggiungiamo che gli interessati potrebbe avanzare richieste di risarcimento del danno subito per l'illecito trattamento dei propri dati personali: un danno che è indennizzato anche come danno morale. Nel caso specifico, infatti, il garante si è trovato di fronte a questionari che indagavano veramente in profondità sulle persone e in maniera del tutto ingiustificata. Numerose domande contenute nel questionario riguardavano aspetti anche intimi della sfera personale dei candidati, relativi ai rapporti affettivi, al grado di stabilità degli stessi, alla vita sessuale (con richieste su eventuali problemi o disturbi), condizioni di salute psico-fisica, eventuali interruzioni di gravidanza, tentativi di suicidio.

Secondo il garante i test in questione non superano il giudizio di legittimità. Le domande contrastano, prima che con le disposizioni del codice della privacy, con l'articolo 8 dello Statuto dei lavoratori, che vieta al datore di lavoro di fare indagini ai fini dell'assunzione sulle opinioni religiose, politiche e sindacali del lavoratore e su fatti non rilevanti per la valutazione dell'attitudine professionale. La stabilità del rapporto di coppia piuttosto che circostanze riguardante la condizione sanitaria non sono coerenti con l'obiettivo di valutare l'idonea professionale. Un'altra violazione si è verificata in relazione alla Legge Biagi e cioè all'articolo 10 del decreto legislativo n.276 del 2003 che vieta alle agenzie di lavoro o ai soggetti che si occupano di preselezione di lavoratori di effettuare indagini relative alle convinzioni personali, al credo religioso, all'orientamento sessuale, allo stato di gravidanza, allo stato di salute. Per arrivare al codice della privacy: il garante ha accertato che la raccolta dei dati personali risulta non ha rispettato i principi di indispensabilità, pertinenza e non eccedenza fissati dal dlgs 196/2003. Secondo il codice della privacy il trattamento dei dati sensibili è ammesso, in base al principio di indispensabilità, solo quando non se ne può fare a meno, utilizzando altri tipi di dati. Sono state violate anche le autorizzazioni generali al trattamento dei dati sensibili, che non contemplano l'ipotesi dei questionari pre-assunzione in esame tra i casi autorizzati.

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