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Notai, tetto alle tariffe

del 22/07/2011
di: di Debora Alberici
Notai, tetto alle tariffe
Il notaio non può applicare una tariffa superiore ai massimi consentiti anche quando la stipula dell'atto ha richiesto consulenze legali e fiscali. Non solo. I corsi di formazione non possono essere disertati dal professionista che soffre di agorafobia.

Sono questi i due principi affermati dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 15963 del 21 luglio 2011, ha respinto il ricorso di un notaio che si opponeva alla sanzione disciplinare disposta dal consiglio per via delle parcelle gonfiate e per non aver partecipato ai corsi formativi.

Sul compenso il notaio si era difeso sostenendo che il rogito per la cessione dell'immobile e la cancellazione dell'ipoteca aveva richiesto una serie di attività legale e di consulenza fiscale. Per questo era lievitata la richiesta economica al cliente. Ma il Consiglio aveva disposto una sanzione disciplinare. Ora il professionista l'ha impugnata di fronte alla Suprema corte ma la sua tesi non ha fatto breccia a Piazza Cavour. In particolare, respingendo tutti i motivi del ricorso presentato dalla difesa, la Cassazione ha motivato che «in tema di compensi dei notai, lo svolgimento di prestazioni professionali non strettamente connesse con l'esercizio della funzione pubblica notarile, tali da legittimare, ex artt. 34 dm 30.11.1980 e 2233 cod. civ., un autonomo e separato compenso rispetto a quello già ricevuto per la propria prestazione professionale, non possono essere ritenute, sic et simpliciter, tutte quelle diverse dalla materiale redazione del rogito, consistendo, per converso, in attività che, pur trovando occasione nella stesura dell'atto, non sono necessarie ad assicurarne gli effetti ma perseguono un fine ulteriore e diverso». In questo caso, dice la Corte, giustamente i giudici di merito hanno accertato con motivazione non sindacabile che per la stessa ammissione del professionista, il fine non era ulteriore e diverso, ma convergente ed unitario, per cui il notaio avrebbe dovuto rispettare il limite tariffario.

Sul fronte agorafobia la terza sezione civile ha in sostanza condiviso le ragioni addotte dal Consiglio secondo cui una patologia di questo tipo, viste i continui interventi del professionista in luoghi affollati per motivi legati al tipo di attività svolta, non poteva di certo impedirgli di partecipare ai corsi formativi.

Insomma ora il notaio dovrà stare attento a non far pagare parcelle troppo pesanti e soprattutto dovrà partecipare regolarmente alla formazione.

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