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Beni di mafia, dati blindati

del 20/07/2011
di: di Luigi Chiarello
Beni di mafia, dati blindati
Comunicazioni blindate sui beni confiscati e sequestrati ai mafiosi. Ieri, in preconsiglio sono stati esaminati e licenziati per il prossimo consiglio dei ministri, tre schemi di dpr destinati a dar corpo alla nuova Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. In particolare, un primo provvedimento disciplina la gestione dei flussi informativi necessari all'Agenzia per l'esercizio dei compiti attribuiti. Un secondo schema di regolamento riguarda l'organizzazione e la dotazione delle risorse umane e strumentali per il suo funzionamento. Mentre, la terza bozza di dpr disciplina contabilità finanziaria ed economico-patrimoniale dell'agenzia. Il primo regolamento è sicuramente quello di maggior impatto sull'opinione pubblica. Esso affida all'agenzia, che avrà sede a Reggio Calabria, la gestione di tutte le informazioni in materia di beni confiscati alle cosche. Al nuovo ente pubblico spetterà anche il compito di comunicare online con l'autorità giudiziaria. Comunicazioni telematiche, che saranno blindate perchè fatte attraverso un sistema informativo proprio dell'Agenzia, ma interconnesso, con i sistemi informativi e le banche dati del ministero della giustizia, delle prefetture, degli enti territoriali, di Equitalia ed Equitalia giustizia e delle agenzie fiscali. In più, l'Agenzia nazionale per i beni sequestrati alle mafie sarà in diretta comunicazione con gli amministratori dei beni sequestrati e di quelli confiscati.

Come avviene lo scambio di informazioni. Dati, documenti e informazioni verranno scambiati attraverso strumenti, sistemi e servizi disciplinati dal Codice dell'amministrazione digitale (dlgs 82/2005). In particolare, i flussi di scambio informativo e documentale tra agenzia, ministero della giustizia e autorità giudiziaria useranno più canali di comunicazione. E cioè: il sistema informativo utilizzato per le misure di prevenzione, l'albo nazionale degli amministratori giudiziari, il sistema informativo del processo penale, il sistema informativo del processo civile e la banca dati centrale dei beni sequestrati e confiscati. I dati potranno viaggiare solo attraverso questi canali di comunicazione.

Le informazioni oggetto d'interesse. L'agenzia si occuperà di dati, documenti e informazioni ben precise. Non potrà, in sostanza, intervenire sull'universo mondo, ma potrà caricare nel proprio sistema informativo solo informazioni relative:

- all'aggiornamento della consistenza, della stima, dei gravami e delle criticità dei beni amministrati dall'agenzia;

- alla nomina, conferma e revoca dei coadiutori e dei tecnici;

- agli atti di amministrazione e di destinazione dei beni.

Di più. Solo alcune info potranno essere rese disponibili nel sistema informativo del ministero della giustizia. Sono dati e documenti che lo schema di dpr elenca, letteralmente, così:

a) identificazione, consistenza, stima, gravami e criticità dei beni oggetto di amministrazione giudiziaria;

b) provvedimenti di sequestro e confisca, nonché tutte le informazioni sullo stato dei relativi procedimenti;

c) autorità giudiziaria procedente, generalità dei soggetti coinvolti,

d) procedimenti di esecuzione o altri procedimenti giudiziali connessi;

e) provvedimenti di amministrazione adottati dal giudice delegato;

f) nomina, conferma e revoca degli amministratori giudiziari e dei coadiutori.

Privacy. Le informazioni saranno scambiate seguendo le regole tecniche e le istruzioni sulle comunicazioni online per il processo civile e quello penale. In più, spiega il dpr, il flusso informativo verrà realizzato «nel rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali (dlgs 196/2003)

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