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Il fisco semplifica il calendario

del 20/07/2011
di: di Andrea Bongi
Il fisco semplifica il calendario
Il fisco dice basta alle richieste di documenti e inviti durante il periodo di punta delle scadenze fiscali. Per venire incontro alle esigenze dei cittadini e dei professionisti i funzionari delle entrate sono al lavoro per costruire un calendario ragionato per razionalizzare al massimo le comunicazioni fisco-contribuenti. La prima tornata degli invii con il nuovo calendario è prevista a settembre e in ogni caso fino alla prima riunione del nuovo gruppo di lavoro, Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle entrate ha sospeso tutti gli invii di comunicazioni. La previsione in commento è contenuta in un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate pubblicato ieri sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it.

Il provvedimento in questione, oltre a dettare le linee guida sulla base delle quali il suddetto calendario dovrà essere predisposto, ha anche istituito un gruppo di lavoro ad hoc con il compito di pianificare le suddette spedizioni massive ai contribuenti diluendole nei periodi di minor pressione fiscale. Il pool è coordinato da Marco di Capua, direttore centrale amministrazione, pianificazione e controllo dell'Agenzia delle entrate.

Le spedizioni massive alle quali il provvedimento di ieri fa riferimento sono in particolare quelle relative agli avvisi di irregolarità derivanti dal controllo delle dichiarazioni dei redditi, alle richieste di dati e notizie relative all'accertamento da redditometro (questionari) e agli avvisi di accertamento basati sulle risultanze degli studi di settore.

Oltre a questi tipo di comunicazioni ve ne sono anche molte altre che creano non pochi disagi a contribuenti e professionisti, specie se recapitate nei periodi da maggio a luglio nei quali si concentrano le scadenze fiscali legate alle dichiarazioni annuali dei redditi. Il riferimento è, ad esempio, alle richieste di documentazione ai sensi dell'articolo 36-ter del dpr 600/73, agli avvisi bonari, alle comunicazioni di irregolarità relative agli studi di settore e così via.

Il disagio che detti inviti massivi possono creare ai contribuenti e ai loro professionisti è legato soprattutto al fatto che molte di queste comunicazioni impongono una risposta entro un termine breve, generalmente 30 giorni, trascorso inutilmente il quale possono scattare sanzioni o rettifiche delle dichiarazioni presentate dai contribuenti stessi.

Si pensi al classico caso delle richieste di documenti ex articolo 36-ter del dpr 600/73. Se il contribuente non fornisce nei 30 giorni successivi all'invito del fisco la documentazione richiesta (esempio oneri deducibili, certificazioni ritenute d'acconto ecc.) l'ufficio procederà con la rettifica della dichiarazione dei redditi non riconoscendo le deduzioni o le detrazioni d'imposta riferite ai documenti stessi.

Il problema si pone dunque quando dette richieste giungono sia nel periodo di massima concentrazione delle scadenze fiscali, sia quando il termine per la replica all'ufficio per la consegna della documentazione viene a scadere durante il mese di agosto.

Di queste problematiche e della loro possibile soluzione si erano da tempo fatti carico sia gli ordini professionali che le associazioni di categoria cercando, a livello delle singole direzioni provinciali delle entrate, protocolli d'intesa finalizzati a stemperare gli effetti delle comunicazioni massive inviate ai contribuenti.

Ora con l'avvio del tavolo di lavoro voluto dal direttore delle Entrate è auspicabile la risoluzione, a livello generale, delle problematiche e delle difficoltà legate alle comunicazioni massive inviate dal fisco ai contribuenti.

Il provvedimento pubblicato ieri prevede una calendarizzazione degli invii massivi da definire di anno in anno con revisione su base trimestrale. Le parole d'ordine che dovranno ispirare e guidare la redazione del suddetto calendario degli invii sono l'efficienza e la semplificazione. Sulla base di questi principi, si legge nel comunicato stampa che accompagna il provvedimento di ieri, si mira al miglioramento del rapporto fra fisco e contribuenti riducendo i disagi per gli uffici e per gli utenti potenziando, al tempo stesso, la qualità dei servizi offerti.

La diluizione ragionata delle comunicazioni inviate dal fisco dovrà tenere comunque di conto di tutta una serie di esigenze, fra le quali, non ultime, le esigenze di lavoro e gli obiettivi di produzione assegnati alle singole strutture periferiche delle entrate. Non vi è dubbio tuttavia che lo sfoltimento dei carichi di lavoro durante il periodo fiscale più caldo dell'anno abbia risvolti positivi anche per l'attività degli uffici stessi. È proprio in quel periodo infatti che le strutture periferiche delle entrate sono chiamate a fornire il maggior numero di consulenze e di assistenza diretta ai contribuenti.

Non resta dunque che attendere i primi risultati del lavoro di pianificazione degli invii da parte del nuovo gruppo di lavoro. Se alla rimodulazione delle richieste su base annuale si accompagnerà anche una semplificazione delle stesse (esempio evitare di richiedere documenti dei quali l'amministrazione è comunque già in possesso) il rapporto fra fisco e contribuenti non potrà che trarne evidenti vantaggi.

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