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Camera e senato su strade diverse

del 16/07/2011
di: di Cristina Bartelli
Camera e senato su strade diverse
Per la camera dei deputati e il senato, o meglio il senato federale della repubblica, le strade si dividono. La prima si occuperà di alcuni ambiti legislativi che vanno dalla politica estera alle norme sulla giustizia, il secondo su istruzione, protezione civile, ricerca e valorizzazione dei beni culturali. Inoltre il presidente della repubblica diventa più giovane. Potrà essere eletto un cittadino che ha compiuto 40 anni, allo stesso tempo si voteranno 250 senatori, al posto degli attuali 316, e per farlo basterà aver compiuto 21 anni. Il presidente del consiglio invece si chiamerà Premier e nominerà i ministri. Sono queste le riforme previste dal disegno di legge costituzionale che il preconsiglio dei ministri esaminerà il 19 luglio.

Senato. Il senato cambia nome è diventa senato federale della repubblica. Ridotto anche il numero dei senatori. Un taglio del 20% da 316 a 250, eleggibili da cittadini che abbiano compiuto 21 anni di età e non 25, mentre resta immutata l'età, 40 anni, per essere eletti.

Indennità. La modifica specifica che l'indennità ricevuta dai parlamentari dovrà essere commisurata alla loro effettiva presenza ai lavori come prevista dal regolamento delle camere.

Processo di formazione delle leggi. L'attuale articolo 117 della Costituzione prevede l'elencazione delle materie su cui è esercitata la legislazione esclusiva da parte dello stato e quelle in cui le regioni esercitano potestà legislativa concorrente. Con la riforma quelle che appartengono alla prima categoria saranno normate dalla camera, le seconde dal senato federale. Inoltre gli ambiti relativi a energia elettrica, comunicazione, grandi reti di trasporto e navigazione, ritornano di competenza esclusiva dello stato. Le leggi che dovranno essere approvate in tempi certi non dovranno più effettuare il doppio passaggio nei due rami del parlamento ma un'aula dovrà dare parere non vincolante per l'approvazione della legge, in mancanza la legge sarà promulgata ugualmente.

Governo allargato. Si amplia in Costituzione la composizione del governo, accanto al Premier, e non più presidente del consiglio, ci sono i ministri, i sottosegretari e i viceministri. Non è più il capo dello stato a nominare i ministri su proposta del primus inter pares ma è quest'ultimo, il premier, a nominarli anche se giureranno ancora nelle mani del capo dello stato.

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