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Doppio abbraccio sulle partite Iva

del 16/07/2011
di: La Redazione
Doppio abbraccio sulle partite Iva
Le partite Iva «dormienti» potranno essere estinte con un procedimento semplificato, che prevede soltanto il versamento di 129 euro con il modello F24, da effettuarsi entro il 4 ottobre 2011. Questo il contenuto dell'art. 23, comma 23 del dl n. 98/2011, definitivamente approvato ieri dal parlamento. La norma prevede un percorso agevolato per la chiusura delle partite Iva inattive, sul quale l'agenzia delle entrate è già intervenuta qualche giorno fa per fissare le modalità operative. Un'altra norma del decreto prevede, allo stesso scopo, la revoca d'ufficio dei numeri di partite Iva inoperosi: in base al comma 22 dello stesso articolo 23, infatti, l'attribuzione del numero di partita Iva è revocata d'ufficio qualora per tre annualità consecutive il titolare non abbia esercitato l'attività oppure, pur essendovi obbligato, non abbia presentato la dichiarazione annuale Iva.

La chiusura agevolata. Il predetto comma 23 stabilisce che i titolari di partita Iva che, sebbene obbligati, non abbiano tempestivamente presentato la dichiarazione di cessazione dell'attività di cui all'art. 35, dpr 633/72, possono sanare la violazione versando, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, un importo pari alla sanzione minima prevista dall'art. 5, comma 6, primo periodo, del dlgs n. 471/97, ridotta a un quarto. Ciò a condizione che la violazione non sia stata già constatata con atto portato a conoscenza del contribuente. In pratica, come chiarisce la relazione illustrativa, la disposizione «introduce un'agevolazione per incentivare l'adempimento spontaneo dei contribuenti, consentendo l'applicazione della sanzione ridotta a un quarto del minimo (129 euro), a condizione che venga presentata apposita comunicazione di cessazione dell'attività all'agenzia delle entrate, nel termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della disposizione». Con la risoluzione n. 72 dell'11 luglio 2011, l'Agenzia delle entrate ha stabilito che il versamento in questione va effettuato con il modello F24 speciale (versamenti con elementi identificativi), indicando il codice tributo 8110. La risoluzione ha precisato inoltre che sul modello di versamento devono essere indicati, oltre al predetto codice tributo, i seguenti elementi:

- nella sezione «contribuente»: i dati anagrafici e il codice fiscale del versante;

- nella sezione «erario ed altro»: la lettera R nel campo «tipo»; la partita Iva da cessare nel campo «elementi identificativi»; l'anno di cessazione dell'attività nel campo «anno di riferimento».

Un comunicato stampa emanato dall'agenzia nella stessa data rende noto, poi, che non sarà necessario presentare la dichiarazione di cessazione dell'attività, essendo sufficiente l'indicazione della relativa data nel modello F24. In ordine alla somma da versare, l'ufficio studi del senato ha rilevato che l'importo di 129 euro fissato dalla norma è superiore all'importo che il contribuente dovrebbe pagare, in base all'art. 5, comma 6, secondo periodo, del dlgs 471/97, qualora provvedesse a regolarizzare «la dichiarazione presentata nel termine di trenta giorni dall'invito dell'ufficio», importo che è pari ad un quinto del minimo della sanzione edittale e corrisponde, dunque, a 103 euro; l'entità della somma, pertanto, sarebbe tale da non incoraggiare la definizione (si veda ItaliaOggi del 12 luglio scorso). Il rilievo, però, non pare condivisibile, perché la riduzione ad un quinto del minimo, prevista dalla richiamata disposizione, è applicabile soltanto nell'ipotesi in cui la dichiarazione di cessazione sia stata tardivamente presentata (e il contribuente non si sia avvalso del ravvedimento operoso riguardo al pagamento della sanzione), e non anche nell'ipotesi di omissione della dichiarazione stessa, che rappresenta invece l'oggetto principale della definizione agevolata. Occorrerà piuttosto chiarire se la constatazione della violazione sia ostativa soltanto se già avvenuta alla data di entrata in vigore del decreto, come parrebbe logico, oppure anche successivamente.

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