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Il ricovero rinvia il congedo

del 14/07/2011
di: di Carla De Lellis
Il ricovero rinvia il congedo
Il ricovero ospedaliero del neonato rinvia il congedo di maternità. In caso di parto prematuro con conseguente ricovero del neonato in struttura ospedaliera, infatti, la lavoratrice ha la possibilità di fruire del congedo di maternità (per la quota spettante dopo il parto) a partire dalla data d'ingresso del neonato nella casa familiare (e coincidente con la data delle dimissioni del neonato). Lo precisa il messaggio n. 14448/2011 con cui l'Inps detta le prime istruzioni operative alla sentenza della Corte costituzionale n. 116/2011. L'istituto precisa che il differimento del congedo di maternità non può essere invece chiesto in caso di parto «a termine», ossia di parto verificatosi in coincidenza della data presunta del parto, oppure in data successiva, nonché nell'ipotesi di parto prematuro qualora il ricovero del neonato non sia conseguenza della prematurità della nascita, ma di altri motivi. Ai fini del differimento la lavoratrice ha l'onere di acquisire la certificazione medica da cui si rileva il rapporto causa-effetto esistente tra la nascita prematura del neonato e il suo immediato ricovero. La certificazione deve essere rilasciata dalla struttura ospedaliera, pubblica o privata, presso cui il neonato è ricoverato e la stessa struttura deve attestare la data di dimissioni del neonato. Inoltre, poiché il differimento è possibile compatibilmente con le condizioni di salute della lavoratrice quest'ultima, aggiunge l'Inps, prima di riprendere l'attività lavorativa deve acquisire le certificazioni mediche attestanti la compatibilità delle proprie condizioni di salute con la ripresa del lavoro. In assenza di specifiche disposizioni l'Inps rende applicabili per analogia le stesse norme previste in caso di flessibilità; pertanto tale idoneità va attestata dal medico specialista del Ssn (o con esso convenzionato) e dal medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro, ove previsto.

Infine, l'Inps precisa che nel caso in esame anche il lavoratore padre, ricorrendo una delle situazioni ordinarie (decesso o grave infermità della madre, abbandono del neonato da parte della madre o affidamento esclusivo del neonato al padre), ha la medesima possibilità di differire l'inizio del congedo di paternità.

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