Le reazioni. «Una buona notizia, il governo ha accolto una nostra richiesta», dichiara il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. «Rispetto a quanto abbiamo vissuto per decenni», prosegue, «siamo di fronte a una vera svolta per i lavoratori del settore. Sarebbe ora auspicabile una norma, valida per tutto il pubblico impiego, per impedire che i contratti a termine siano procrastinati oltre i tre anni, pena sanzioni per i dirigenti responsabili». «In un momento difficile come questo, aver ottenuto questo risultato sulla scuola è davvero un fatto straordinario», fa eco il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. «Con questo accordo abbiamo dato la certezza di un posto di lavoro stabile a 67 mila lavoratori», prosegue, «dimostrando nei fatti che il problema del precariato si può affrontare con soluzioni graduali e non con la demagogia e il populismo. Speriamo che ora il governo e l'Aran diano una rapida attuazione a questo accordo che garantirà l'apertura dell'anno scolastico in un clima meno pesante degli anni passati». «Un primo risultato, positivo ma ancora insufficiente», invece secondo Susanna Camusso. «Adesso», prosegue il leader della Cgil, «ci batteremo non solo perché le assunzioni annunciate siano reali e operative da subito ma soprattutto perché le soluzioni trovate non stravolgano strutturalmente il contratto nazionale di lavoro che nella scuola riguarda 1 milione di persone». E Marco Paolo Nigi (Snals-Confsal) aggiunge: «Raggiunto il nostro obiettivo di dare stabilità e continuità didattica alla scuola». «Con gli impegni che ci siamo assunti, necessari per consentire le nomine in ruolo, abbiamo interpretato non solo la volontà di tanti colleghi precari ma anche l'esigenza di stabilità delle istituzioni scolastiche autonome. Diamo atto al governo di aver mantenuto gli impegni anche in un contesto economico internazionale di indubbia difficoltà. Questo importante risultato garantisce al sistema scuola la necessaria continuità didattica che dovrà essere completata con l'introduzione di un organico delle istituzioni scolastiche stabile e pluriennale».
