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Agevolazioni fiscali tagliate in assenza della riforma

del 14/07/2011
di: Cristina Bartelli e Simona D'Alessio
Agevolazioni fiscali tagliate in assenza della riforma
Taglio delle agevolazioni fiscali, dal 2013 del 5% e del 20% a decorrere dal 2014. Nel caso in cui la disposizione non fosse suscettibile di diretta e immediata applicazione, saranno decreti del minisitero dell'economia e delle finanze a fissare le modalità tecniche per l'attuazione della riduzione con riferimento ai regimi interessati.

Le riduzioni garantiranno un recupero di gettito non inferiore a 4 mld per il 2013 e 20 mld annui a partire dal 2014. La clausola di salvaguardia dell'emendamento ,presentato dal relatore alla manovra Gilberto Pichetto-Fratin, che anticipa la rimodulazione dei regimi agevolativi fiscali, contenuti nella legge delega di riforma fiscale, prevede che qualora entro il 30 settembre 2013 siano adottati i provvedimenti legislativi di attuazione della riforma il taglio non si applica a decorrere dal 2014. Quindi si inverte la logica della clausola: taglio subito e stop solo se entro il 30 settembre 2013 si avrà l'attuazione della riforma fiscale.

Inoltre le correzioni alla manovra, da approvare entro domani sera anche alla Camera, prevedono il via libera al piano privatizzazioni. Entro il 2013 infatti decolleranno uno o piu' piano di privatizzazioni. «Entro il 31 dicembre del 2013 - spiega il testo - il ministro dell'Economia, previo parere del Comitato di consulenza globale e di garanzia per le privatizzazioni, approva, su conforme deliberazione del consiglio dei ministri, uno o piu' programmi per la dismissione di partecipazioni azionarie dello Stato e di enti pubblici non territoriali; i programmi di dismissione, dopo l'approvazione, sono immediatamente trasmessi al Parlamento».

Le modalita' di dismissione saranno stabilite con uno o piu' decreti del Mef, «nel rispetto del principio di trasparenza e non discriminazione» e il ministro riferira' al Parlamento entro il 30 giugno di ogni anno sullo stato di attuazione del piano. Infine è stabilita una riduzione dell'accantonamento destinato al fondo per gli interventi strutturali di politica economica. Dalla riduzione, si legge nella relazione tecnica all'emendamento, ci sarà un effetto di miglioramento dei saldi di finanza pubblica per il 2012 pari a 3 miliardi di euro. L'emendamento prevede, inoltre, che gli accantonamenti che sono stati disposti all'entrata in vigore del decreto, sono resi definitivi, con effetto di miglioramenti dei saldi già per il 2011 per un importo non inferiore a 2,4 mld.

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