Consulenza o Preventivo Gratuito

Concessioni, stretta soft sugli ammortamenti

del 14/07/2011
di: di Giovanni Galli
Concessioni, stretta soft sugli ammortamenti
Solo mitigata la stretta sugli ammortamenti finanziari dei beni in concessione : la quota massima di deducibilità fiscale passa dall'1 al 2 per cento riallineandosi, dunque, alla percentuale contenuta nelle prime versioni della manovra. Per le imprese concessionarie di costruzione e gestione di autostrade e trafori, invece, una modifica ad hoc riguarda la deducibilità dei fondi di ripristino. Infine, una ulteriore stretta viene apportata alla tassazione dei bonus e dei compensi percepiti dai dirigenti del settore finanziario anche sotto forma di stock option. Sono questi i contenuti di carattere prettamente tributario che emergono dalla lettura dell'emendamento presentato dal relatore Gilberto Pichetto Fratin al decreto legge n. 98 del 2011 e che dovrebbero trovare un avallo definitivo nel testo della manovra che dopo il passaggio notturno in commissione bilancio sarà votato oggi dall'aula del senato e domani dalla camera dei deputati.

Ammortamento dei beni gratuitamente devolvibili. Nella stesura del decreto legge, si prevedeva una modifica importante all'articolo 104 del testo unico delle imposte sui redditi che disciplina, come noto, la modalità di ammortamento finanziario dei beni gratuitamente devolvibili che avviene, in base al primo comma della norma, mediante l'imputazione di quote costanti.

La modifica riguardava il comma 2 dove si prevedeva che, in ogni caso, la quota di ammortamento deducibile fiscalmente non poteva superare l'1 per cento del costo dei beni. Peraltro, sul punto, la relazione di accompagnamento affermava come ai fini della nuova disposizione si doveva assumere il costo residuo al 31 dicembre 2010. Con l'emendamento la previsione di specie viene solo parzialmente mitigata e, nonostante la modifica, la stessa pare destinata a produrre comunque degli effetti finanziari pesantissimi nel settore di riferimento. La percentuale massima di deducibilità dovrebbe salire dall'1 al 2 per cento ma, in ogni caso, questa modifica starebbe a significare una durata di concessione pari a 50 anni. Circostanza questa che non si verifica matematicamente in considerazione del fatto che le concessioni possono evidentemente essere di durata inferiore.

Ulteriore modifica viene apportata mediante l'emendamento all'articolo 107, comma 2 del TUIR in relazione alla deducbilità degli accantonamenti dei cosiddetti fondi di ripristino. L'intervento in questione prevede come, in luogo della deducibilità del 5 per cento (con un limite rappresentato dalle spese relative al bene sostenute negli ultimi due esercizi), per i soggetti sopra evidenziati la percentuale di specie è fissata all'1 per cento. Non viene modificata la decorrenza della disposizione normativa che, in generale, è prevista in deroga allo statuto dei diritti del contribuente a far data dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto legge e dunque, in caso di periodo di imposta coincidente con l'anno solare, dal 2011.

In ogni caso, la modifica in questione non impatta sui versamenti di acconto per il periodo di imposta 2011 considerato come la relazione tecnica non indica maggiori entrate per l'anno in corso.

Gli effetti di natura finanziaria, dunque, dovrebbero verificarsi, per la prima volta, al momento del pagamento del saldo relativo al periodo di imposta 2011.

Compensi e stock option. Una ulteriore stretta viene disposta sui bonus dei dirigenti del settore finanziario. Il primo intervento era contenuto nell'articolo 33 del decreto legge n.. 78 del 2010 nel quale, al comma 1, si affermava come sui compensi erogati sotto forma di bonus e di stock option che eccedevano il triplo della parte fissa della retribuzione attribuiti ai dipendenti che rivestono la qualifica di dirigenti nel settore finanziario nonché ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, si applicava una aliquota addizionale del 10 per cento. Mediante l'emendamento presentato ieri, si afferma come, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge n. 98 del 2011, la tassazione addizionale del 10 per cento riguarda quello che eccede la parte fissa della retribuzione.

vota