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Apprendisti, bis di agevolazioni

del 13/07/2011
di: di Daniele Cirioli
Apprendisti, bis di agevolazioni
Bis d'incentivi sulle assunzioni dei lavoratori in mobilità. Oltre alla ridotta contribuzione propria per le assunzioni con apprendistato (per la durata di 18 mesi), infatti, il datore di lavoro ha diritto a un contributo mensile pari al 50% dell'indennità di mobilità che sarebbe stata corrisposta al lavoratore per la durata di 12 mesi (24 mesi se il lavoratore ha età superiore a 50 anni, 36 mesi nelle aree del mezzogiorno). A prevederlo, tra l'altro, l'intesa sul testo unico dell'apprendistato sottoscritta presso il ministero del lavoro dalle parti sociali (si veda ItaliaOggi di ieri), inclusa la Cgil, che per ora però ha solo messo la sigla in attesa del confronto in atto su stage e tirocini.

Confermati i tre percorsi. Il Tu apre con la dichiarazione di principio per cui «l'apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all'occupazione dei giovani». Quindi individua le tipologie confermando, di fatto, la triplice classificazione già vigente in virtù della riforma Biagi: 1) apprendistato per la qualifica professionale; 2) apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere; 3) apprendistato di alta formazione e ricerca. La disciplina dei singoli rapporti è rimessa a specifici accordi interconfederali ovvero ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale (ccnl) da associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Diversamente dalla vigente disciplina, per cui l'apprendistato è un contratto di durata (a termine), il Tu definisce il nuovo apprendistato come «contratto a tempo indeterminato»; tuttavia prevede comunque la possibilità di recesso, per le parti (datore di lavoro e lavoratore), al termine del percorso formativo previo preavviso (decorrente dal termine del periodo di formazione), in mancanza del quale il contratto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Le regole comuni. Alcune disposizioni sono ugualmente applicabili a tutti i tre percorsi di apprendistato. La prima di queste riguarda il limite alle assunzioni con la conferma della vigente disciplina per cui il numero massimo di apprendisti che un datore di lavoro può assumere, direttamente o indirettamente per il tramite di agenzie di somministrazione, è pari al 100% delle maestranze specializzate e qualificate in servizio (fatte salve le eccezioni vigenti per il settore artigiano da disposizioni specifiche).

Sul versante delle sanzioni, il Tu ribadisce che, in caso di inadempimento nell'erogazione della formazione di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro e che sia tale da impedire la realizzazione delle finalità del percorso di apprendistato (uno qualunque dei tre), il datore di lavoro è tenuto a versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100% (quindi il doppio), con esclusione di qualsiasi altra sanzione per omessa contribuzione (la sanzione è diffidabile).

La novità riguarda invece le sanzioni delle violazioni contrattuali (ccnl). Infatti, il Tu prevede che il datore di lavoro venga punito, per tali violazioni, con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 600 euro, da elevare all'importo da 300 a 1.500 euro in caso di recidiva.

Infine, gli incentivi per i lavoratori in mobilità. Il Tu prevede la possibilità dell'assunzione con apprendistato dei lavoratori in mobilità, trovando applicazione non soltanto il regime contributivo proprio degli apprendisti per una durata di 18 mesi, ma anche l'incentivo proprio delle assunzioni dei soggetti in mobilità. Ossia il contributo mensile, per ogni mensilità di retribuzione corrisposta al lavoratore, pari al 50% dell'indennità di mobilità che sarebbe stata erogata al lavoratore per la durata di 12 mesi (24 mesi se il lavoratore ha più di 50 anni, 36 mesi nelle aree del mezzogiorno).

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