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Ai contributi non si scappa

del 13/07/2011
di: di Daniele Cirioli
Ai contributi non si scappa
Realizza l'ipotesi di evasione contributiva, e come tale va sanzionato, il mancato pagamento dei contributi sulla retribuzione virtuale in edilizia, perché il mancato adeguamento dell'imponibile (alla predetta retribuzione virtuale) può trovare ragione nell'intenzionalità di versare contributi o premi in misura inferiore a quella dovuta. Lo spiega, tra l'altro, l'Inps nel messaggio n. 14377/2011,

La retribuzione virtuale. I chiarimenti riguardano le modalità di addebito in sede di ispezione dei contributi sulla cosiddetta «retribuzione virtuale» in edilizia, ossia se sia corretto applicare il regime sanzionatorio previsto per l'evasione o quello previsto per l'omissione contributiva. In particolare, i datori di lavoro esercenti attività edile, anche se in economia, individuati dai codici Istat 1991, dal 45.1 al 45.45.2, sono tenuti ad assolvere la contribuzione previdenziale e assistenziale su di una retribuzione commisurata a un numero di ore settimanali non inferiore all'orario di lavoro normale stabilito dai contratti collettivi nazionali e dai relativi contratti integrativi territoriali.

Il regime sanzionatorio. L'Inps ricorda che la finanziaria 2001 (legge n. 388/2000) distingue due diverse ipotesi sanzionatorie: omissione ed evasione contributiva. La prima prevede il «pagamento di una sanzione civile, in ragione d'anno, pari al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti»; in tal caso «la sanzione civile non può essere superiore al 40% dell'importo dei contributi o premi non corrisposti entro la scadenza di legge». Tale fattispecie è applicabile «nel caso di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi, il cui ammontare è rilevabile dalle denunce e/o registrazioni obbligatorie». La seconda prevede «il pagamento di una sanzione civile, in ragione d'anno, pari al 30%»; in tal caso «la sanzione civile non può essere superiore al 60% dell'importo dei contributi o premi non corrisposti entro la scadenza di legge». Questa seconda fattispecie è applicabile «in caso di evasione connessa a registrazioni o denunce obbligatorie omesse o non conformi al vero, cioè nel caso cui il datore di lavoro, con l'intenzione specifica di non versare i contributi o premi, occulta rapporti di lavoro in essere ovvero le retribuzioni erogate.»

I chiarimenti.L'Inps esclude che possa trattarsi di omissione contributiva perché la circolare n. 110/2001 non ne contempla la fattispecie (si veda tabella). Pertanto, fatta salva l'ipotesi che il comportamento sia dipeso da mero errore di calcolo, l'ispettore dovrà applicare le sanzioni in ipotesi di evasione, in considerazione che il mancato adeguamento alla retribuzione virtuale può trovare ragione nella intenzionalità di versare i contributi o premi in maniera inferiore a quella dovuta, atteso che la retribuzione spettante al lavoratore non è correlabile al predetto adeguamento

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