Consulenza o Preventivo Gratuito

Il Tesoro inciampa sui conti

del 12/07/2011
di: di Cristina Bartelli
Il Tesoro inciampa sui conti
I dipendenti del Tesoro, alla cassa. Dell'Agenzia delle entrate. Brusco risveglio per circa 7 mila dipendenti del dipartimento del tesoro che hanno ricevuto nelle scorse settimane un avviso bonario dai loro cugini dell'Agenzia delle entrate. All'amministrazione finanziaria di via Cristoforo Colombo non tornano i conti della tassazione della liquidazione della Cassa sovvenzioni effettuata nel 1998. Secondo i calcoli dei software dell'Agenzia delle entrate sarebbero stati errati i conteggi sulla tassazione e il risultato è la richiesta ai dipendenti del Tesoro di avvisi dal valore medio tra i 5 e i 7 mila euro di arretrati. Secondo il ministero però è tutto in regola, e si è trattato di un misunderstanding tra sistemi informatici. Tutto risolto? Nient'affatto. I 7 mila destinatari delle missive dovranno prendere contatti con l'ufficio cassa del dipartimento, ritirare la propria documentazione e andare all'ufficio territorialmente competente dell'Agenzia delle entrate con lettera e avviso bonario. Una soluzione questa che ha fatto andare su tutte le furie i sindacati: « Il capo dipartimento del Tesoro ha dichiarato che l'Agenzia delle entrate si è detta indisponibile a risolvere il problema attraverso la trasmissione diretta della documentazione tra le amministrazioni. Se questo è vero è inaudito» dichiara Vincenzo Patricelli, segretario nazionale Flp Economia e Finanze. Per i sindacati infatti sarebbe stato preferibile creare, data la mola degli avvisi bonari, una corsia preferenziale, «quando si verifica un problema che è tutto interno all'amministrazione finanziaria e riguarda 7 mila lavoratori non si trova il modo di risolverlo senza costringere 7 mila persone a rivolgersi personalmente agli uffici. Tra l'altro gli uffici dell'agenzia di Roma non reggono il flusso dell'utenza normale, l'afflusso straordinario manderebbe in tilt gli uffici con danno notevole all'utenza» commenta Patricelli. Ma cosa è successo? Sulle liquidazioni effettuate dalla cassa nel 1998 e per somme residuali nel 2000 e 2007, a ognuno dei percettori di quegli emolumenti, erogati come indennità di fine rapporto, fu effettuata la ritenuta Irpef calcolata con il metodo, all'epoca vigente, della «tassazione separata»; quindi ogni singolo individuo dovrebbe aver pagato il dovuto estinguendo i suoi rapporti con il fisco. Ora però, sono stati recapitati ai settemila dipendenti, tra i quali molti nel frattempo pensionati e addirittura deceduti, avvisi bonari per una media di circa 5-7 mila euro a testa. L'errore, spiegano i sindacati, dovrebbe essere dovuto a un'anomalia del sistema informatico che governa le pretese dell'agenzia oppure ad un errore nella compilazione del modello 770 degli amministratori della Cassa Sovvenzioni. «Quello che è certo» scrive Flp in una nota, «è che le somme percepite non sono quelle che l'Agenzia contesta e 7 mila dipendenti se non pagano o chiariscono la loro posizione entro 30 giorni saranno emesse dall'Agenzia cartelle con maggiorazioni che faranno lievitare la cifre richieste di oltre il 30%». Il dipartimento del tesoro con due distinte comunicazioni ha, in un primo tempo, evidenziato di essere estranei all'accaduto essendo sia la cassa sia l'Agenzia delle entrate organismo del tutto distinti dalla cassa e autonomi ma allo stesso tempo di essersi attivati per chiarire l'accaduto. Con una comunicazione successiva, poi, il comitato liquidatore della cassa ha reso disponibile a partire dal sette luglio le attestazioni relative alle somme liquidate dalla cassa sovvenzioni. Chi fosse interessato può andare a ritirare le attestazioni, che specifica il comitato liquidatore, sono concordate con l'Agenzia delle entrate al fine di rideterminare in modo corretto il conguaglio fiscale sulle tre liquidazioni effettuate dalla cassa tra il 1998 e il 2007. I documenti dovranno essere esibiti con la comunicazione di pagamento all'Agenzia delle entrate. La cassa sovvenzioni era organismo previdenziale integrativo per i dipendenti della sede centrale, e non periferiche del Tesoro. Nel 1998 anno della sua messa in liquidazione contava un tesoro da 150 miliardi di lire alimentati in prevalenza con le vincite non riscosse delle lotterie nazionali. Alcuni iscritti, hanno ricevuto in base alla loro anzianità e all'anno di iscrizioni somme variabili fino a 54 mln di lire.

vota