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La sanatoria divide l'appeal con la sanzione

del 12/07/2011
di: La Redazione
La sanatoria divide l'appeal con la sanzione
Incognite sull'atteso gettito da 80 milioni di euro in seguito alla cancellazione dei 2 milioni di partite Iva inattive in Italia. A esprimerli sono i tecnici del servizio Bilancio del senato in un dossier sulla manovra.

Ad oggi, spiegano i tecnici, già si prevede la possibilità, qualora il contribuente provveda a pagare entro 30 giorni dall'invito dell'ufficio che ha constatato la mancata presentazione delle dichiarazioni di inizio, variazione o cessazione di attività, di ridurre la sanzione a un quinto del minimo. «Questo aspetto», affermano, «fa risultare meno appetibile la disposizione in questione e potrebbe pertanto diminuire la platea di soggetti interessati dalla norma, che potrebbero trovare più conveniente attendere l'invito dell'ufficio al fine di pagare la sanzione ridotta a un quinto del minimo (quindi anche inferiore a quella prevista nei commi all'esame)». In più, proseguono, «va considerato che sarebbe opportuno instaurare un confronto tra quanto si stima di incassare dalla norma in questione e quanto si sarebbe incassato mediante l'ordinaria attività di controllo, al fine di giungere a una quantificazione netta degli effetti finanziari di gettito».

«Pertanto», concludono, «si chiede se tali considerazioni possano determinare una revisione verso il basso del gettito atteso, rispetto alle stime presentate» nella relazione tecnica del governo alla manovra. Ma l'analisi tocca anche la patrimoniale sui Bot. L'aumento dell'imposta di bollo sui conti titoli potrebbe comportare, infatti, un esodo da parte degli risparmiatori verso altre forme di investimento. A mettere in guardia sui rischi della misura contenuta in manovra sono sempre i tecnici del servizio Bilancio, secondo cui l'intervento potrebbe portare nel «medio periodo» a una riduzione della propensione ad acquistare titoli del debito pubblico con «possibili effetti negativi in ordine alla copertura del fabbisogno finanziario pubblico». Non solo, l'esodo potrebbe determinare anche una riduzione del gettito atteso dall'intervento. «Un'ulteriore osservazione», scrivono i tecnici nel dossier, «riguarda la possibile contrazione del numero e dell'entità dei conti titoli detenuti dagli investitori per effetto dell'aumento della misura del risparmio dell'imposta di bollo in questione; va infatti valutato un effetto di sostituzione che potrebbe dirigere una quota del risparmio attualmente investito nei titoli depositati nei conti in questione verso altri impieghi non colpiti dall'inasprimento fiscale (ad es. fondi gestiti o risparmio postale)». Tale aspetto potrebbe quindi «determinare effetti in termini di diminuzione del maggior gettito stimato» nella relazione tecnica. Dubbi sull'efficacia dei tagli alla spesa dei ministeri e della spesa sanitaria previsti nella manovra economica varata dal governo. Ad esprimerli sono i tecnici del servizio Bilancio del senato. Per quanto riguarda i ministeri, da cui si attendono risparmi per 5 miliardi di euro a regime, si fa notare che la manovra prevede un taglio delle spese delle amministrazioni centrali attraverso interventi correttivi indicati dai singoli ministri. Ma nel caso in cui il meccanismo non dovesse produrre i risparmi attesi il ministero del Tesoro procederà a tagli lineari. «Si pone fin d'ora», sottolineano i tecnici», una questione di effettiva sostenibilità del meccanismo».

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