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Un ordine tutto per i tecnici di primo livello

del 09/07/2011
di: Benedetta Meris
Un ordine tutto per i tecnici di primo livello
Un tavolo tra le professioni tecniche di primo livello. Geometri, periti agrari, periti industriali e ingegneri iunior per la prima volta, infatti, si sono seduti allo stesso tavolo per trovare la quadratura del cerchio sul futuro della professione. Con l'obiettivo di ricontrarsi al più presto. Un'apertura al dialogo arrivata in occasione dell'incontro che il Cup 3, il Coordinamento universitari e professionisti triennali, ha organizzato l'altro ieri per i dieci anni dall'entrata in vigore del dpr 328/01 il provvedimento che, nel disciplinare l'accesso alle professioni, ha creato il professionista iunior. Ma un dialogo che può contare anche sulla complicità del patto siglato solo poche ore prima quando le professioni tecniche hanno deliberato unitariamente uno stop alle liti per le competenze professionali. Dunque la nuova ventata delle liberalizzazioni arrivata dal governo sembra aver avuto il merito, almeno per ora, di compattare le professioni persuase della necessità di fare un passo indietro per resistere agli attacchi di chi li vorrebbe fuori dal mercato. Al centro del dibattito, quindi, il futuro delle figure professionali nate proprio all'indomani di quel dpr 328/01 che per alcuni è un provvedimento «deleterio» perché ha riconosciuto ad alcune lauree triennali di area tecnica di identificarsi in sei professioni differenti, per altri un'opportunità perché uno stimolo alla concorrenza. Tra questi due fuochi, comunque, i triennali non ci stanno e stanchi di essere schiacciati sul terreno delle competenze hanno deciso di fare sentire la loro voce e presentare ufficialmente la loro proposta di legge. Si tratta di un testo a firma di Pierluigi Mantini (Udc) presentato lo scorso 28 aprile alla Camera che prevede l'istituzione dell'ordine professionale degli ingegneri tecnici unica strada come hanno spiegato Vincenzo Boccassini e Antonio Picardi, rispettivamente presidente del Cup 3 e consigliere del Cni per la sezione B, «per non rimanere stritolati tra la grosse corporazioni professionali». Nessuna chiusura, poi, di fronte alla proposta cavalcata dai tecnici diplomati che, invece, vorrebbero creare un albo per i tecnici triennali in cui far confluire anche gli attuali diplomati. E guai a parlare di titolo e di competenze acquisite o sovrapposte perché, come rassicurano i tre presidenti di geometri, periti agrari e periti industriali rispettivamente Fausto Savoldi, Andrea Bottaro e Giuseppe Jogna, ognuno rimarrà con il proprio e nella propria area di competenza. Per i tre rappresentanti c'è un solo obiettivo: restare nel campo delle professioni intellettuali e creare un'unica professione ingegneristica di primo livello, al pari dell' Europa. Tra i temi oggetto di confronto anche il nodo della formazione triennale il cui percorso sebbene necessiti di un restyling non ha fallito del tutto nei suoi intenti. Sicuramente non per Vito Cardone presidente della Conferenza dei presidi in ingegneria che, respinge al mittente le accuse mosse al sistema formativo messo in piedi dai ministri Zecchino-Berlinguer. Il problema semmai, ha spiegato Cardone, «è stato quando nel momento della definizione dei profili che il triennio avrebbe dovuto formare, sono mancati gli interlocutori principali del mercato».

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