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Nuove relazioni sindacali

del 08/07/2011
di: di David Trotti
Nuove relazioni sindacali
Nei giorni scorsi è stato siglato il testo dell'accordo interconfederale unitario tra Cgil, Cisl e Uil da una parte e Confindustria dall'altra, che chiude un periodo pieno di tensioni e di divisioni. Il mondo sindacale si è ricompattato intorno a una serie di scelte che di seguito elenchiamo e che costituiscono gli elementi principali dell'accordo, vedremo cosa il futuro ci riserverà anche se a detta di tutti (compreso il Dott. Marchionne) il passo che è stato compiuto è di una importanza straordinaria.

1) Una prima scelta è stata fatta sulla certificazione della rappresentatività. Su questo tema le organizzazioni sindacali hanno stabilito che per contarsi (relativamente al peso di ciascuno) si assumeranno come base i dati associativi riferiti alle deleghe relative ai contributi sindacali conferite dai lavoratori. Il numero delle deleghe verrà certificato dall'Inps tramite Uniemens (dati che inseriamo tutti i mesi sul Lul e che i nostri programmi dovranno gestire). I numeri così raccolti e certificati, trasmessi complessivamente al Cnel, saranno da bilanciare con i consensi ottenuti nelle elezioni periodiche delle rappresentanze sindacali unitarie da rinnovare ogni tre anni, e trasmessi al Cnel stesso. Per la legittimazione a negoziare è necessario che il dato di rappresentatività così realizzato per ciascuna organizzazione sindacale superi il 5% del totale dei lavoratori della categoria cui si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro.

2) I contratti collettivi aziendali, che definiscono clausole di tregua sindacale finalizzate a garantire l'esigibilità degli impegni assunti con la contrattazione collettiva, hanno effetto vincolante esclusivamente per tutte le rappresentanze sindacali dei lavoratori ed associazioni sindacali firmatarie dell'accordo operanti all'interno dell'azienda e non per i singoli lavoratori (questo punto è stato inserito in questa modalità per evitare problemi di incostituzionalità).

3) Per le Rappresentanze sindacali aziendali (Rsa) costituite in base all'art. 19 della legge n. 300/70, i Contratti collettivi aziendali (Cca) esplicano efficacia se approvati dalle Rsa costituite nell'ambito delle associazioni sindacali che, singolarmente o insieme ad altre, risultino destinatarie della maggioranza delle deleghe relative ai contributi sindacali conferite dai lavoratori dell'azienda nell'anno precedente a quello in cui avviene la stipulazione, rilevati e comunicati direttamente dall'azienda (un dato che per molte aziende dovremo dare noi). Ai fini di garantire analoga funzionalità alle forme di rappresentanza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, come previsto per le rappresentanze sindacali unitarie anche le Rsa quando presenti, dureranno in carica tre anni. I Cca approvati dalle rappresentanze sindacali aziendali con le modalità sopra indicate devono essere sottoposti al voto dei lavoratori se promosso a seguito di una richiesta avanzata, entro dieci giorni dalla conclusione del contratto, da almeno una organizzazione firmataria dell'accordo interconfederale o almeno dal 30% dei lavoratori dell'impresa. Per la validità della consultazione è necessaria la partecipazione del 50% più uno degli aventi diritto al voto. L'intesa è respinta con il voto espresso dalla maggioranza semplice dei votanti.

4) Funzioni e rapporto tra contrattazione collettiva nazionale e aziendale. L'accordo interconfederale stabilisce che il Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) ha la funzione di garantire la certezza dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori del settore ovunque impiegati nel territorio nazionale; la contrattazione collettiva aziendale si eserciterà per le materie delegate, in tutto o in parte, dal Ccnl di categoria o dalla legge.

5) Si è scelto di far diventare le rappresentanze sindacali unitarie, se presenti, elemento centrale delle relazioni sindacali. In base all'accordo i Cca per le parti economiche e normative divengono efficaci per tutto il personale in forza e vincolano tutte le associazioni sindacali firmatarie dell'accordo interconfederale operanti all'interno dell'azienda se approvati dalla maggioranza dei componenti delle Rsa elette secondo le regole interconfederali vigenti al momento della firma dell'accordo.

6) La capacità derogatoria dei (Cca) in questo specifico campo i contratti collettivi aziendali potranno definire, anche in via sperimentale e temporanea, specifiche intese modificative delle regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro nei limiti e con le procedure previste dagli stessi Ccnl.

7) Nei momenti di crisi quando non siano previste intese modificative del Ccnl contratti collettivi aziendali conclusi con le rappresentanze sindacali operanti in azienda, potranno modificare gli istituti del contratto collettivo nazionale che disciplinano la prestazione lavorativa, gli orari e l'organizzazione del lavoro al fine di gestire situazioni di crisi o in presenza di investimenti significativi per favorire lo sviluppo economico e occupazionale dell'impresa. Le intese modificative così definite esplicano l'efficacia generale.

Questi i tratti salienti dell'accordo che si intreccia con la storia giudiziaria della Fiat che ha già annunciato la sua uscita il 1° gennaio 2012 dal sistema Confindustria, infatti la Fiat per bocca del dott. Marchionne ha chiesto a Confindustria nei giorni immediatamente successivi alla firma un ulteriore passo (la promulgazione di una legge che estenda il concetto di erga omnes) non ritenendo sufficiente quanto indicato nell'accordo relativamente al contenzioso in atto con Fiom.

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