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Tributi locali, contenzioso non stop

del 08/07/2011
di: di Maurizio Bonazzi
Tributi locali, contenzioso non stop
Tributi locali, contenzioso non stop. Le sospensioni fino al 30 giugno 2012 dei processi tributari e dei termini previsti per la proposizione di ricorsi, appelli e controdeduzioni, conseguenti alla possibilità concessa ai contribuenti di definire talune liti fiscali, non può trovare applicazione ai tributi locali. L'art. 39, comma 12, del dl 6 luglio 2011, n. 98, riguarda infatti solo le controversie in cui è pare l'Agenzia delle entrate.

Si riapre così il dibattito circa la possibilità per gli enti locali, e segnatamente per i comuni, di disciplinare la definizione agevolata dei propri tributi avvalendosi dell'art. 13 della legge 289/2002, atteso che i giudici contabili, sul punto, hanno assunto posizioni ondivaghe.

Ambito di applicazione. L'art. 39 del dl 98/2011 prevede che la chiusura delle liti fiscali pendenti all'1 maggio 2011, d'importo non superiore a 20 mila euro, riguarda solo gli atti impositivi emessi dall'agenzia delle entrate, con esclusione di quelli relativi ai recuperi di aiuti di stato.

Sospensione dei termini. Come già avvenne in occasione dell'analoga sanatoria prevista dall'art. 16 della legge 289/2002, viene prevista una sospensione fino al 30/6/2012 dei processi tributari che possono essere estinti. Relativamente alle liti per le quali verrà presentata la domanda di definizione (si veda tabella in pagina) il processo subisce poi un ulteriore slittamento al 30/9/2012. Viene altresì stabilito il congelamento dei termini, fino al 30/6/2012, anche per la proposizione di ricorsi, appelli, costituzioni in giudizio, controdeduzioni e ricorsi per cassazione riguardanti, in ogni caso, liti potenzialmente rientranti nella sanatoria.

Tributi locali. Posto che la norma in questione fa espresso riferimento alle controversie che coinvolgono l'agenzia delle entrate, è fuori discussione che la definizione non si può estendere tout court ai tributi locali. Come peraltro si verificò con l'art. 16 della legge 289/2002. Sennonché, nella predetta legge venne però inserito un articolo (13) con il quale fu data la possibilità agli enti locali di introdurre, con apposito regolamento, strumenti di definizione dei propri tributi, anche in caso di contenzioso già avviato.

Fermo restando che tale norma non indicava né gli anni oggetto di definizione né un termine entro il quale l'ente locale poteva proporre la sanatoria, non era illogico ritenere che gli enti avrebbero potuto introdurre forme di sanatoria, dei tributi di loro competenza, in qualsiasi momento e con riferimento a periodi d'imposta successivi al 2002. Di talché non era certamente azzardato parlare di una disposizione a regime. Tale impostazione non è però stata condivisa dalla Corte dei conti, sezioni riunite per la regione Sicilia, la quale, con la delib. n. 6/2007 (condivisa dalla sezione regionale per la Puglia con delib. n. 4/2010), ha affermato che la definizione agevolata dei tributi locali poteva avvenire solo con riferimento a periodi d'imposta antecedenti all'1/1/2003 (data di entrata in vigore della legge 289/2002).Tale assunto non è stato invece condiviso dalla sezione regionale della Calabria (delib. n. 42 dell'1/4/2011) la quale ha ritenuto che quella dell'art. 13 è una facoltà concessa al titolare del tributo direttamente dalla legge statale e senza limiti temporali.

Ora, il fatto che il governo, con il dl 98/2011, non abbia riproposto il contenuto del citato art. 13, non essendovi alcuna ragione per ritenere non più esistenti i motivi di estensione della definizione in questione anche alle liti riguardanti i tributi locali, induce a ritenere che la norma in questione sia una disposizione a regime, di cui gli enti locali possono avvalersi con riferimento a qualsiasi arco temporale.

Il che potrebbe portare, in particolare i comuni, a valutare l'opportunità di introdurre tale sanatoria con regolamento da adottare entro il prossimo 31 agosto, atteso che a tale data è stato differito il termine per l'approvazione del bilancio 2011 e quindi, implicitamente, quello riguardante i regolamenti delle entrate.

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