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Gestione separata iniqua

del 07/07/2011
di: di Stefano M. Perego
Gestione separata iniqua
Con la riforma del sistema pensionistico del 1995 (legge 8/8/1995 n. 335, S.O. n. 101 della G.U. del 16/8/1995 n. 190), tutti i soggetti che esercitavano come abituale professione l'attività di lavoro autonomo, di cui al 1° comma dell'art. ex 53 del Tuir 917/1986, nonché i titolari di rapporti co.co.co., 2° comma dell'art. 49 del Tuir e gli incaricati alla vendita a domicilio di cui all'art. 36 della legge 11/6/1971 n. 426, dal 1996 erano tenuti all'iscrizione a un'apposita «Gestione separata» presso l'Inps.

L'aliquota contributiva veniva stabilita, dal '96, nella misura del 10% e si prevedeva la possibilità di una rivalsa del 4% nei confronti dei consumatori finali del proprio debito previdenziale.

L'applicazione della rivalsa si configurava comunque come un reddito in capo al professionista, assoggettato, inoltre, a Iva.

Invece, essa non è altro che un aumento della prestazione professionale che porta gli iscritti alla «Gestione separata» fuori dal mercato del lavoro.

L'art. 2 della legge 335/95 al comma 29 prevedeva, con un dm del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il ministro del tesoro, la possibilità di adeguare annualmente l'aliquota.

Le prestazioni occasionali, che inizialmente non avevano un tetto ai compensi, sono state ricondotte a una soglia massima di 5 mila euro e a una durata non superiore al mese; in caso di superamento della soglia anche per queste prestazioni scatta tutt'ora l'obbligo di provvedere al versamento, da parte del sostituto d'imposta, dell'aliquota previdenziale contributiva.

I rapporti di co.co.co. sono stati soppressi e sostituiti dai rapporti di collaborazione a progetto (co.co.pro.), equiparati al lavoro dipendente a tempo determinato.

Per entrambi è stato istituito l'obbligo per il sostituto d'imposta di emettere dei regolari cedolini paga e un modello Cud annuale, nonché di applicare le trattenute fiscali equiparate a un normale lavoro dipendente.

La differenza sostanziale tra co.co.co./co.co.pro e lavoro dipendente è che i primi non possono usufruire di retribuzione per i periodi feriali e del tfr, ma risultano essere a tutti gli effetti lavoratori dipendenti con minori diritti.

Quello che ci interessa evidenziare è che nella «Gestione separata» non sono stati fatti confluire soltanto i professionisti veri e propri, ma anche gli pseudo lavoratori dipendenti.

La contribuzione previdenziale di un lavoratore dipendente, sia per la quota a carico del dipendente che per quella a carico del datore di lavoro, può variare in media dal 36 al 40%.

I veri professionisti, privi di una cassa di previdenza autonoma e iscritti alla «Gestione separata», nonché in netta minoranza rispetto agli pseudo dipendenti, subiscono continue penalizzazioni vedendo annualmente aumentare le percentuali dell'aliquota previdenziale di riferimento che, come già detto, nel '96 era del 10%.

Nel corso del tempo l'aliquota è aumentata fino ad arrivare nel 2011 al 26,72% per i soggetti non iscritti ad altre forme previdenziali e del 17% per i soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria.

La conseguenza è che, mentre i professionisti iscritti ad albi devono corrispondere alla propria Cassa previdenziale contributi tra il 10 e il 12%, gli altri, tassati nelle misure percentuali precitate, vedono ridursi il proprio reddito, dovendo corrispondere maggiori contributi all'Inps che li utilizza per la riduzione del proprio debito di bilancio.

Anche con la nuova manovra finanziaria si è parlato tempo fa di un ulteriore aumento dei contributi previdenziali dovuti dagli iscritti alla «Gestione separata» proponendo l'innalzamento dell'aliquota al 33,72%; se ciò accadesse i professionisti privi di cassa autonoma uscirebbero automaticamente dal mercato del lavoro, per perdita di effettiva concorrenzialità, insieme ai loro dipendenti.

Si può affermare, in sostanza, che i progressivi aumenti dell'aliquota previdenziale sono una conseguenza dell'incapacità ed impossibilità, per i soggetti iscritti alla «Gestione separata», di organizzarsi per tentare un'opposizione agli aumenti previsti.

Ricordo che per ogni mille euro versati all'anno maturano 4,9 euro di pensione al mese.

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