Consulenza o Preventivo Gratuito

Caro-Rc auto, i dubbi degli agenti

del 07/07/2011
di: a cura della Commissione Rc auto Sna
Caro-Rc auto, i dubbi degli agenti
Il documento elaborato dal Forum Ania–Consumatori della scorsa settimana contiene sette indicazioni concrete per tentare di contenere i costi e i prezzi del sistema «Assicurazione Rc auto» in Italia. Come premessa, vale la pena innanzitutto di soffermarsi sulla scelta delle Imprese, cioè dall'Ania che le rappresenta, di escludere dal forum – e quindi dall'ipotizzato intervento che dovrebbe portare al tanto atteso contenimento dei costi – tutti gli altri importanti attori della filiera Rc auto: gli intermediari, i periti, i medici legali, i riparatori e quanti altri svolgono un ruolo necessario al buon servizio nei confronti degli assicurati.

Lo Sna, sin dalla fase preparatoria del Codice delle assicurazioni, sostiene la necessità che tutte le parti sopra menzionate, ciascuna nello svolgimento del proprio ruolo, non si ritrovino di fronte a scelte esercitate da altri ma possano, nel limite del possibile e nel rispetto soprattutto dei diritti dei consumatori cittadini, condividerne modalità e obiettivi. Il Sindacato ha, in passate occasioni, espresso il proprio parere sul cosa bisognerebbe fare e resta disponibile, ove interpellato, a collaborare attivamente. Restano aperte le perplessità sulla strategia adottata dall'Ania, non potendosi nascondere che, nell'ipotesi ci sia la volontà di imporre anziché condividere, i malumori scaturenti inducano a scelte non sempre accettabili.

Auspicando che l'Ania, magari ben consigliata da qualche Associazione di consumatori, possa modificare il proprio atteggiamento adottandone uno più collaborativo e meno impositivo, si vuole qui provare a passare velocemente in rassegna i punti affrontati dal Forum, annotando qualche riflessione e qualche spunto di approfondimento su quelli che sembrano più ambigui.

Antifrode: come non essere d'accordo sulla necessità di costituire un organismo antifrode? Impossibile però non chiedersi cosa abbiano fatto le imprese negli ultimi dieci/quindici anni. Non è da ieri che la frequenza è più alta in certe regioni rispetto ad altre, così come l'elevato numero di sinistri con lesioni micro permanenti rispetto al resto d'Europa è un fenomeno che nasce all'inizio degli anni 90. L'impressione è che le compagnie ben poco abbiano investito per combattere il fenomeno; sicuramente hanno puntualmente riversato sui premi – e quindi sui consumatori – gli oneri di tali sinistri esosamente liquidati, frattanto riducendo paradossalmente gli investimenti nelle strutture liquidative periferiche e, in qualche caso, tralasciando anche di alimentare la banca dati Isvap.

Anche sulla rivisitazione delle procedure liquidative, che lo Sna concettualmente condivide, si ritiene che le imprese abbiano qualche colpa da farsi perdonare, soprattutto nei pochi investimenti effettuati per una efficiente ed efficace rete peritale.

Relativamente al divieto di cessione del credito, può essere ritenuta una utile strada, percorribile però entro i rigidi limiti fissati dall'ordinamento giuridico e quindi non agevole in assenza di specifico intervento legislativo o regolamentare, tanto è vero che in alcuni casi si sta assistendo ad effetti opposti rispetto a quelli desiderati.

Sulle valutazioni dei danni alla persona, lo Sna nutre invece qualche dubbio. Innanzitutto, se è vero che l'art. 138 del cda non ha ad oggi trovato attuazione, è anche vero che è di poche settimane fa una sentenza di Cassazione (III Sezione civile, 7 giugno 2011 n. 12408) che dispone l'adozione, da parte di tutti i giudici di merito, di parametri di valutazione uniformi che, in difetto di previsioni normative (come l'art. 139 del codice delle assicurazioni private, per le lesioni di lieve entità conseguenti alla sola circolazione dei veicoli a motore e dei natanti), vanno individuati in quelli tabellari elaborati presso il tribunale di Milano, da modularsi a seconda delle circostanze del caso concreto. Per cui, ora, una tabella unificata e certa oggi c'è e andrebbe correttamente ed imparzialmente applicata. Allo stesso modo, non si ritiene che l'introduzione di una franchigia (3%?) sulle micro permanenti sia la soluzione migliore per combattere speculazioni e malcostumi: non è la compressione del diritto alla salute – peraltro costituzionalmente garantito – l'unico strumento per combattere i finti «colpi di frusta», ma l'adozione di pratiche liquidative corrette ed oggettive nella valutazione di tali tipologie di danni (su questo specifico punto si concorda con quanto scritto da Isvap in occasione della recente «Segnalazione al parlamento» del dicembre 2010).

Lungi dal Sindacato l'intenzione di difendere l'«indifendibile»: ma non si vuole che le pluriennali inefficienze e le croniche mancanze di investimenti in pratiche liquidative efficienti ed efficaci da parte delle imprese possano essere bypassate con generalizzate riduzioni nei risarcimenti a cui i danneggiati hanno pieno diritto.

Sulla mediazione, le idee non sono così chiare come quelle esposte dal Forum Ania-Consumatori: certo, la procedura obbligatoria di mediazione potrebbe costituire un ulteriore costo, così come potrebbe rivelarsi inefficiente. Ma non è detto che l'alternativa proposta (la «conciliazione» attivabile on line) sia poi tanto migliore, visti anche i precedenti.

Infine, le scatole nere: su tale punto la Commissione Sna ha ricevuto l'incarico dall'Esecutivo nazionale di elaborare una riflessione sugli esperimenti e sulle pratiche esistenti oggi sul mercato. Per il momento ci si limita ad osservare che uno standard uniforme di black box, installata in fase di costruzione del veicolo, con una tecnologia comune a tutto il mercato non troverebbe il Sindacato contrario. Laddove, però, si nutrono dubbi sull'utilizzo delle informazioni che deriverebbero da tali strumenti di geolocalizzazione, con particolare riferimento alla possibilità di una tariffazione ancor più personalizzata, sul principio del «pay as you drive», che costituirebbe il definitivo abbandono della mutualità tra assicurati, l'impossibilità ad identificare una tariffa per zona certa e confrontabile, un abbandono del criterio di mutualità del rischio ed una disomogeneizzazione delle applicazioni tariffarie, con la conseguenza che sarà sempre più difficile per i «bad risks» riuscire a trovare prezzi e tariffe abbordabili. Su questo punto ci si riserva di intervenire a breve in modo più approfondito.

In conclusione, lo Sna si trova ancora una volta a dover ribadire che i problemi del settore non possono essere affrontati senza il contributo di chi è coinvolto in trincea nell'affrontarli. Non si può dimenticare ancora che gli Agenti intermediano quasi il 90% del mercato assicurativo Rca e sono quelli che pagano, insieme ai consumatori, le scelte o le strategie sbagliate senza che abbiano potuto fornire il proprio potente supporto tecnico e di esperienza. Si vogliono costruire bellissimi progetti senza coinvolgere chi poi li deve applicare. Buttare via l'esperienza non ha mai giovato a nessuno. Ma questo è per alcuni troppo difficile da capire.

vota